Taxi, Garante ai sindaci «Nomi di chi ha scioperato»
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fonte:
- La Sicilia
Alfonso AbagnaleRoma. Forte presa di posizione dell’ Autorità di garanzia per gli scioperi contro i tassisti che scioperarono in diverse città italiane a febbraio. Il Garante, dopo le astensioni «illegittime» degli operatori di taxi dal 15 al 21 febbraio a Roma, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli e Torino, ha infatti chiesto ai sindaci i nominativi dei singoli che, non avendo svolto l’ ordinario turno di servizio, si sono illegittimamente astenuti dalle prestazioni lavorative, al fine di poter eventualmente adottare sanzioni. L’ Autorità, inoltre, al termine del procedimento istruttorio e delle audizioni, ha ritenuto che la responsabilità dei comportamenti posti in essere non fosse ascrivibile ad organizzazioni sindacali o associazioni di categoria. La mobilitazione delle auto bianche era scattata dopo l’ inserimento nel decreto milleproroghe di un emendamento che, per i tassisti, spianava la strada a Uber: il cosiddetto emendamento Lanzillotta che rimanda al 31 dicembre 2017 il termine ultimo entro il quale il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti dovrà emanare il provvedimento per mettere un freno all’ esercizio abusivo del servizio taxi e di noleggio con conducente (Ncc). Gli autisti bloccarono il servizio senza il preavviso previsto dalla legge, facendo scattare l’ attenzione del Garante per gli scioperi. Dura la reazione dei sindacati di categoria davanti alla presa di posizione dell’ Autorità. «Prima di colpire in modo così esteso, sarebbe quantomeno più opportuno cercare di capire le ragioni ed i motivi della base», affermano Federtaxi e Ugl-taxi; Unica Taxi Cgil ha proclamato un’ altra agitazione contro il governo per fine mese. «L’ assemblea delle organizzazioni sindacali e delle centrali radio presenti ha votato parere favorevole per uno sciopero nazionale fissato per il 29 maggio che si concretizzerà nella sospensione del servizio nei porti, aeroporti e stazioni, lasciando invariato il servizio altrove», ha spiegato il sindacato. «Il governo non dà segnali che debellino il caporalato tecnologico, non contrasta le multinazionali dello sfruttamento e non favorisce il trasporto pubblico permettendo a soggetti che non hanno nessun titolo di essere elemento di concorrenza sleale verso operatori taxi ed Ncc», ha dichiarato Nicola Di Giacobbe di Unica taxi Cgil. Intanto il Codacons sollecita i sindaci a collaborare con l’ Authority. «Dovranno fornire l’ elenco di chi ha manifestato in modo illegittimo» altrimenti «saremo costretti a denunciarli per omissione di atti d’ ufficio», afferma l’ associazione dei consumatori.
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