>>>ANSA/ Caro bollette, faro Antitrust su Enel e Sorgenia
Istruttorie su dispacciamento in Puglia. Societ?, nessun abuso
ROMA
(ANSA) – ROMA, 6 OTT – L’Antitrust scende in campo nella vicenda bollette ed apre un faro sui prezzi gonfiati che Enel e Sorgenia avrebbero applicato nella vendita a Terna dei servizi di dispacciamento. Su segnalazione dell’Autorit? per l’energia, il Garante ha infatti deciso di avviare due distinte istruttorie sulle societ? per verificarne il comportamento nell’accensione dei propri impianti al minimo tecnico nell’area di Brindisi. Secondo l’Antitrust, le condizioni di offerta di entrambi gli operatori sui mercati all’ingrosso avrebbero determinato il tendenziale azzeramento dei programmi di produzione dei rispettivi impianti nella zona, che sono quindi risultati “spenti” ad esito di tali mercati. Per garantire la sicurezza della rete elettrica locale, Terna sarebbe stata quindi obbligata a richiedere alle societ? l’avviamento di alcune unit? produttive sul mercato del dispacciamento. Tanto Enel Produzione quanto Sorgenia sono cos? diventate fornitori “indispensabili” in grado di imporre a Terna prezzi “eccessivi e sproporzionati”. Un potenziale classico abuso di posizione dominante che l’Autorit? si ? preposta di verificare, ma che Enel gi? respinge rivendicando la sua totale legittimit? ed estraneit?. La mossa dell’Antitrust ? solo l’ultima di una lunga serie, dopo l’aumento delle bollette elettriche scattato il primo luglio scorso. Annunciando il rincaro del 4,3% della luce sul mercato tutelato, l’Autorit? per l’energia aveva gi? spiegato come l’incremento fosse da addebitare proprio alla crescita dei costi di dispacciamento, cio? dei costi sostenuti da Terna per il mantenimento in equilibrio del sistema elettrico. Il problema, per?, come dimostrano anche le istruttorie avviate dall’Antitrust, non ? il comportamento di Terna, chiamata ad assicurare la luce in tutto il Paese in ogni momento, ma quello degli operatori che avrebbero appunto tenuto alcuni impianti fermi, accendendoli solo su richiesta del gestore per far pagare l’energia molto pi? cara (320 milioni in pi?). A svantaggio ovviamente del prezzo finale pagato in bolletta. Gli aumenti di luglio sono tuttavia stati bloccati lo stesso mese dal Tar della Lombardia. La successiva richiesta di annullare la decisione avanzata dall’Autorit? per l’energia ? stata respinta dopo pochi giorni. Le tariffe sono quindi rimaste nel terzo trimestre immutate rispetto al secondo, nonostante con un’ulteriore sentenza lo stesso Tribunale amministrativo avesse poi concesso all’Authority di applicare l’aumento contestato, creando un fondo apposito per un eventuale futuro risarcimento. L’Autorit? ha preferito non far scattare alcuni rialzo e modificare le bollette solo a partire dal primo ottobre per il quarto trimestre. Il Codacons, il primo a fare ricorso, gi? annuncia una “mega class action” nel caso in cui le istruttorie Antitrust confermassero gli abusi. (ANSA).
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