Dieci famiglie diffidano i comuni: «I nostri figli all’ asilo senza vaccini»
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fonte:
- Il Resto del Carlino
SONO almeno una decina le famiglie che hanno scritto ai Comuni di Forlì, Forlimpopoli, Meldola, Cesena, Faenza e Santarcangelo per diffidare le amministrazioni ad applicare la legge regionale che impone l’ obbligo di vaccinazione per poter frequentare gli asili nido. «Alcuni di questi bambini sono iscritti ai nidi e rischiano di non essere accettati per il prossimo anno scolastico», dice l’ avvocato Matteo Pavanetto, studio in viale Bolognesi, che segue il caso per conto delle famiglie. QUESTE ultime, a sentire il legale, non vogliono passare per ‘No Vax’: «Non ho conosciuto un solo genitore che sia contrario in assoluto ai vaccini». E allora qual è il punto? «Chiedono che i vaccini siano assolutamente sicuri e che si faccia come in Veneto, dove c’ è la possibilità di ritardare la vaccinazione fino ad almeno un anno di età. Fra l’ altro, in quella regione si è visto che pur lasciando alle famiglie la possibilità di non fare la profilassi, la soglia di chi vaccina i propri bambini è almeno del 95%». In attesa della sentenza del Tar dell’ Emilia contro i ricorsi già promossi dal Codacons, prevista per metà giugno, l’ obiettivo della diffida spedita nelle settimane scorse ai comuni è di «sollecitare un pronunciamento che possa essere a sua volta impugnato di fronte al Tar – chiarisce Pavanetto – . Più sono i ricorsi, meglio è». LE AMMINISTRAZIONI comunali risponderanno probabilmente la prossima settimana. Con una lettera condivisa nel contenuto e che Sara Pignatari, assessore all’ istruzione a Forlimpopoli, riassume così: «A prescindere dall’ idea che ciascuno può nutrire sul tema, come amministrazione pubblica non possiamo non applicare una legge regionale». La questione, secondo il legale, ha assunto una dimensione politico-economica che va ben oltre il merito. «Non mi interesso affatto della disputa ideologica, ma solo della questione giuridica. Da una parte c’ è la libertà individuale, dall’ altra la tutela della salute pubblica. Ma ora c’ è in ballo anche il diritto all’ istruzione. Sono interessi molto importanti e l’ argomento è complesso, non va banalizzato fra sostenitori e oppositori dei vaccini». Fabio Gavelli.
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