12 Maggio 2017

Vaccini: in Emilia Romagna la legge apripista dell’obbligo

Vaccini: in Emilia Romagna la legge apripista dell’obbligo
Niente nidi senza copertura polio, difterite, tetano e epatite

BOLOGNA
(ANSA) – BOLOGNA, 12 MAG – L’Emilia-Romagna è stata l’apripista in Italia dell’obbligo di vaccinarsi per accedere agli asili nido. Con l’approvazione lo scorso 22 novembre dell’articolo 6 della legge sui servizi 0-3 anni da parte dell’Assemblea legislativa (favorevoli all’articolo Pd, Sel, Fdi e Fi, contrario il Movimento 5 Stelle, astenuta la Lega nord), per potersi iscrivere ai servizi per l’infanzia – sia pubblici che privati – è diventato necessario essere coperti da poliomielite, difterite, tetano ed epatite B. A partire dall’anno educativo 2017-2018 al momento della domanda di ammissione il genitore si dovrà impegnare, nel caso il bimbo non sia già vaccinato, a sottoporre il bambino alle vaccinazioni e la frequenza sarà possibile solo in presenza dell’idoneità vaccinale certificata dall’Ausl di competenza. La norma, fortemente voluta dalla Giunta guidata da Stefano Bonaccini, è nata per rispondere al calo della copertura nella popolazione regionale scesa già nel 2014 sotto il limite del 95% indicato dall’Oms come in grado di garantire la migliore protezione a tutta la popolazione. I vaccinati erano il 96,5% nel 2010. Nel 2015 sono scesi al 93,4% con casi, come il riminese o il cesenate dove la copertura si ferma rispettivamente all’87,3% e all’89,4%. “La nostra legge è a tutela della salute pubblica, cioè delle nostre comunità, e soprattutto dei bambini più deboli, quelli che per motivi di salute, immunodepressi o con gravi patologie croniche, non possono essere vaccinati e che sono quindi più esposti a contagi” aveva spiegato il giorno del via libera Bonaccini. Lo stesso Bonaccini che, solo pochi giorni fa, parlando durante la visita del premier Gentiloni all’Ospedale Maggiore di Bologna aveva espresso la speranza che “anche il Paese” accettasse “la sfida di rendere obbligatori i vaccini per bambini e ragazzi”. La legge, salutata subito positivamente dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è stata criticata dal Codacons e dai genitori contrari ai vaccini. Per il 13 giugno è fissata l’udienza al Tar dell’Emilia-Romagna dopo il rinvio, lo scorso 5 aprile – per poter acquisire una “dettagliata e documentata relazione di chiarimenti” dal ministero – della decisioni su due ricorsi presentati da una ventina di famiglie di Rimini e dallo stesso Codacons. In questo ricorso, in particolare, si faceva notare che l’obbligo “non risulta attuabile per indisponibilità di uno dei quattro vaccini obbligatori, ovvero del vaccino antidifterico” non in associazione ad altri vaccini.(ANSA).

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