12 Maggio 2017

«Obbligo vaccini a scuola» Grande caos nel governo

«Obbligo vaccini a scuola» Grande caos nel governo

mossa di lorenzin e sì di renzi. frena l’ istruzione
Salute ROMA Non c’ è pace per Gentiloni e il suo governo. Dopo il nuovo caso Etruria, scoppia il giallo del decreto sui vaccini. Il ministro della Salute annuncia di aver pronta la legge per renderli obbligatori, di averla trasmessa al premier con l’ intenzione di parlarne stamani in Consiglio dei ministri dove non è all’ ordine del giorno. Da Palazzo Chigi arriva, testuale, la precisazione: «A proposito di presunte polemiche, all’ esame del Consiglio dei ministri non è previsto alcun testo di legge relativo ai vaccini». Che invece sarà all’ ordine del giorno la prossima settimana in un testo concertato. Passa qualche ora e Renzi sbotta. Sfogandosi con i suoi parla di «un passo falso inaccettabile. Nel governo manca un coordinamento e l’ impressione è che ognuno fa quello che gli pare». Ironia della sorte tutto accade proprio nel giorno della prima riunione al Nazareno dei vertici dei gruppi, «per evitare casini nel raccordo tra partito, governo e Parlamento». Per i renziani è inaccettabile che Lorenzin, senza informare né il presidente del Consiglio né il governo, abbia voluto guadagnare punti su un tema molto popolare. Una rabbia nutrita dai sondaggi, mostrati nel pomeriggio dal segretario durante la cabina di regia, secondo i quali «il Pd risale proprio perché sta lontano dalle beghe politiche e si occupa di cose concrete». E invece il giallo sul decreto, annunciato e poi smentito, «dà fiato ai pentastellati». Occhio, è il monito, «a come scriviamo i provvedimenti ma anche a come li comunichiamo». E questa era stata l’ ultima raccomandazione prima dello scivolone sui vaccini. Che comincia con il lancio della notizia sulle agenzie. «Ho pronto – dice Lorenzin – un testo di legge che prevede vaccini obbligatori per l’ accesso alla scuola dell’ obbligo, con un ampliamento delle profilassi indicate dal ministero. L’ ho mandato oggi (ieri, ndr) al presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, e lo porterò domani ( oggi, ndr) in Consiglio dei ministri. Ovviamente non potrà essere approvato perché necessiterà di ulteriori analisi e di una discussione anche da parte del ministero della Pubblica Istruzione. È una norma che può avere degli aspetti di complessità, per questo l’ ho mandata alla Presidenza del Consiglio. Spero che ci sia un approfondimento con il ministero della Pubblica Istruzione. L’ epidemia di morbillo che oggi ci porta più di 2.220 casi – sottolinea il ministro – la dice lunga sulle complicanze, ma non dobbiamo nemmeno dimenticare malattie più gravi». Dato il passo falso di partenza, con Lorenzin che dice di aver avvisato Gentiloni e il premier che fa sapere di non aver ricevuto nulla, sarà difficile che la legge sui vaccini obbligatori possa entrare in vigore dal prossimo anno scolastico senza contare che al ministero della Pubblica Istruzione, da qualche settimana, la questione vaccini non sarebbe stata più sollecitata dal dicastero della Salute. Fedeli e Lorenzin si sono viste l’ ultima volta il 7 febbraio. Ieri dal Miur è arrivata la precisazione:«La ministra si è espressa per la tutela di bambine e bambini, e quindi per l’ obbligatorietà delle vaccinazioni, sottolineando però che si deve trovare il modo per garantire al contempo anche il diritto costituzionale all’ istruzione». Un passaggio spinoso e non facile da dirimere che sarà al centro delle consultazioni delle prossime ore per coniugare l’ obbligo alla profilassi con l’ accesso all’ istruzione. Da parte sua il popolo dei genitori che non vaccina i figli temendo complicazioni e malattie gravi cresce come la richiesta di avere maggiori certezze e tutele sulla composizione dei medicinali. Di sicuro ieri, incidente di percorso a parte, l’ idea dei vaccini obbligatori ha raccolto consensi trasversali con due sole voci fuori dal coro, il gruppo Ala-Scelta Civica che chiede le dimissioni di Lorenzin, e il Codacons che annuncia di essere pronto a ricorrere alla Corte Ue dei diritti dell’ uomo contro una «legge incostituzionale». RIPRODUZIONE RISERVATA.
anna fiorino
 

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