11 Maggio 2017

Le rubano 10mila euro dal conto Otto anni per farsi rimborsare

Le rubano 10mila euro dal conto Otto anni per farsi rimborsare

– MILANO – NEL GIRO di pochi giorni un criminale informatico le aveva sottratto10mila euro dal conto corrente. Frutto del suo lavoro. Ma ha dovuto lottare come una tigre, una signora milanese, per farsi rimborsare da Poste Italiane. Dopo 8 anni di battaglia legale, la Corte d’ Appello ha condannato Poste a risarcire per l’ intero la somma dei prelievi indebiti. Per i giudici «deve desumersi come l’ intervenuta violazione dei sistemi informatici di Poste Italiane sia riferibile principalmente alla comprovata inadeguatezza degli standard di protezione dei dati informatici utilizzati all’ epoca dal sistema bancario e messi a disposizione dei propri clienti». La sentenza è storica e farà da apripista per altri casi. Ma la donna, oggi 57enne, ha dovuto attendere quasi un decennio. Controllando l’ estratto conto un brutto giorno del 2009, si è accorta – troppo tardi – di un prelievo “monstre” da 9mila euro a cui erano seguite varie ricariche telefoniche di diversi importi nei giorni successivi. Quelle operazioni non le aveva fatte lei, è subito andata dai carabinieri per disconoscerle. La doccia gelata è arrivata allo sportello bancario. Pensava che il rimborso sarebbe avvenuto in breve tempo. L’ operatore invece le ha risposto: «La responsabilità è sua, ci spiace». Nel 2015 ha deciso così di rivolgersi alla Codacons, che ha portato la vicenda in tribunale. IN PRIMO grado, nel maggio 2016, il giudice ha dato ragione a Poste. Il team di legali però non ha mollato. Convinti di essere nel giusto, grazie ad una norma europea del 2007 – recepita nel nostro ordinamento nel 2010 – che impone agli istituti bancari, in caso di operazioni fraudolente, di rimborsare il cliente. La Corte d’ Appello ne ha tenuto conto. «Una vittoria importantissima per tutti i consumatori – fa sapere un responsabile legale di Codacons -. Tutti coloro che hanno subito prelievi abusivi ed illeciti sui propri conti correnti postali nel corso del 2009, possono contattare l’ associazione. Solo a Milano sono almeno 50 casi simili all’ anno, da clienti di banche diverse: praticamente uno a settimana. Senza considerare tutte quelle persone che decidono di rinunciare alle vie legali perché pensano non valga la pena». La speranza invece, come dimostra la sentenza milanese, c’ è. Annamaria Lazzari.

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