9 Maggio 2017

Sale gioco, il Tar Campania dà ai Comuni il potere di stabilire orari e ristrettezze

Sale gioco, il Tar Campania dà ai Comuni il potere di stabilire orari e ristrettezze

NAPOLI. La bozza governativa di riordino del settore giochi presentata dal sottosegretario all’ Economia, Pier Paolo Baretta, viene bocciata dal Tar che, pronunciandosi sul ricorso promosso da un esercente del gioco contro il Comune di Napoli, di fatto fa venire meno molte delle disposizioni contenute nell’ intesa presentata dal Governo agli enti locali. LA SENTENZA DEL TAR. Ne dà notizia il Codacons, che rende pubblica una sentenza del Tar della Campania per la quale i giudici amministrativi hanno rigettato il ricorso promosso dalla società Napoli Bingo s.r.l. contro il regolamento comunale che introduceva una serie di limitazioni per le sale da gioco, compreso l’ orario di apertura ridotto dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 18 alle ore 23 di tutti i giorni, festivi compresi. POTERE AI SINDACI. Una sentenza che assume una enorme importanza perché smentisce quanto contenuto nella bozza di decreto presentata da Ba retta, stabilendo non solo che il potere di legiferare sulle sale da gioco spetta ai Comuni, ma che i sindaci possono stabilire in totale autonomia le distanze minime delle sale dai luoghi sensibili e gli orari di apertura delle stesse. «È evidente che per la giustizia italiana a legiferare sulle sale da gioco presenti sul territorio devono essere i sindaci ancor prima dello Stato, perché a loro compete il compito di tutelare la popolazione locale – spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi – Tale sentenza fa venire meno, però, molti dei punti contenuti nella bozza di riordino del settore, tra cui la distanza minima dai luoghi sensibili ridotta a soli 150 metri e l’ orario massimo di chiusura degli esercizi pari ad appena 6 ore al giorno. Ora invieremo la sentenza ai componenti della Conferenza Stato -Regioni e agli ottomila comuni d’ Italia, chiedendo di adottare provvedimenti stringenti contro la piaga del gioco, al pari di quanto fatto dal Comune di Napoli».
 
 

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