7 Maggio 2017

Timori fra i clienti nei mercati: «Ma questa verdura arriva da Pomezia?»

Timori fra i clienti nei mercati: «Ma questa verdura arriva da Pomezia?»
Coldiretti ha avviato un’ indagine sull’ ortofrutta in vendita

«Limiti della qualità dell’ aria rispettati». Parola dell’ Arpa Lazio sulla nube tossica conseguenza del rogo sviluppatosi presso l’ impianto di trattamento rifiuti della EcoX di Pomezia che ha invaso Roma Sud e non solo. Dalla stazione di monito raggio si rilevano i dati nella norma. Mai timori fra romani e produttori sui rischi sicurezza sono notevoli. Sui prodotti che arrivano nella Capitale è la Coldiretti Lazio aintervenire. «Ci siamo attivati da subito predisponendo una serie di analisi a campione sulle produzioni, specialmente sul settore ortofrutticolo, quello maggiormente esposto», sottolinea il presidente David Granieri. «Perché su altri generi alimentari come carne e latte, ad esempio, vengono fatti campionamenti giornalieri o di altro tipo che pongono direttamente le aziende in grado di non compiere i ritiri. Le analisi che abbiamo fatto fare sono analisi di base, in relazione ai residui sui prodotti, per stare tutti più tranquilli. A tutela della salute per i prodotti sulle nostre ta volee delle esportazioni. Sapremo i risultati a breve». «La prudenza è d’ obbligo», prosegue Granieri. «L’ abbiamo già detto ieri (l’ altro, ndr). Anchese non credo sia tanto giustificato lo stato di allerta. Certo è che occorre mettere in atto tut tele misure necessarie per tutelare i cittadini e le imprese agricole delle aree interessate dove si realizzano pregiate coltivazioni. Ecco perché abbiamoinsistito per adottare da subito tutti gli accorgimenti evidenziati nelle ordinanze emesse da alcuni sindaci e dai responsabili delle istituzioni sanitarie locali a tutela della sicurezza». La Coldiretti, detenendo il 67% della rappre sentanza di categoria, è l’ associazione che ha le maggiori aziende presenti nella zona colpita dall’ incendio. «Tra iproduttori la preoccupazione c’ è», non fa mistero Granieri, rilevando «in zona abbiamo soprattutto imprese di tipo cerealicolo. Ma, sempre parlando di questo settore, la parte che si vede che non va viene direttamente falciata; voglio dire che esistono determinati limiti di responsabilità e buon senso. Al di là degli allarmismi, comunque, il motivo di preoccupazione non deve essere quello dell’ enfatizzazione del prodotto non rintracciabile. Perché si deve stare al rapporto fiduciario col produttore, capire che iprodotti sono certificati e controllati. Se si demonizza un sistema il rischio è che ciò che non si vende nei mercati rionali e in quelli di vendita diretta vada in distribuzione». «Aspettiamo di comprendere meglio di che si tratta. Il consiglio di lavare sempre bene i prodotti vale in ogni circostanza», aggiunge Sandro Salvatori (Cia Lazio). Intanto però i primi risultati a Latina hanno dato esito negativo: non ci sono tracce di contaminazione sui prodotti ortofrutticoli. Su Roma, invece, i dati Coldiretti arriveranno oggi. Stessa linea di Franco Simeone (Confagricoltura Lazio). Le diffidenze attorno al sito del rogo, trai Cinque Poderi, la Laurentina e Santa Procula, nelle decine di campi coltivati e negli allevamenti di vacche sono parecchi. «Questo è il periodo in cui si taglia il fieno che poi si darà come alimento per il bestiame – dice Fabrizio Cremonini della Coldiretti -non sappiamo ancora se possiamo usare quello che al momento è nei campi o se dovremo distruggerlo perché contaminato». «Ieri l’ altro – prosegue Cremonini-alcuni allevatori, d’ accordo con le ditte che ritirano il latte, hanno effettuato spontaneamente dei prelievi per fare dei controlli approfonditi. Ma dalla Asle dalle istituzioni non è arrivata ancora alcuna indicazione». Intanto, il Codacons ha chiesto alla Procura di Velletri e alle autorità competenti di disporre il sequestro precauzionale di tutte le produzioni agroalimentari presenti nella zona interessata dall’ incendio scoppiato ieri l’ altro sulla via Pontina Vecchia. «In questo momento di grande incertezza in cui non si conoscono le ripercussioni del rogo sul fronte sanitario e ambientale, è indispensabile adottare provvedimenti anche drastici a tutela della popolazione», ha spiegato il presidente Carlo Rienzi. «Per questo chiediamo agli organi competenti, Procura, Nas e Ministero della Salute, di disporre il sequestro di tutti i beni ortofrutticoli, vinicoli, lattiero -caseari edi altra natura coltivati e prodotti nell’ area investita dalla nube,fino ache non ci sarà assoluta certezza circa l’ assenza di possibili contaminazioni tossi che». La paura di possibili contaminazioni sulla frutta e la verdura èarrivata anche nei mercati capitolini, nonostante rischi concreti, a sentire gli operatori, non ce ne siano affatto. «Sui banchi romani non arriva praticamente nulla di quanto viene coltivato nella zona interessata dall’ incendio spiega Fabrizio Maineri, presidente Sacea aderente Cna mercati -dove più che altro si producono cocomeri. E sono poi pochi i prodotti ortofrutticoli di Pomezia che transitano peril Centro Agroalimentare». Eppure ieri, giornata di pienone nelle strutture rionali, in molti chiedevano agli operatori se potevano stare tranquilli comprando la frutta e la verdura. «Ma questo è più che altro un problema di non conoscenza – continua Maineri – sui banchi romani si trova piuttosto merce proveniente dal Car, da Fondi e da Latina». Tante domande ma nessun calo degli affari evidenti. «È stato un sabato qualsiasi dal punto di vista degli acquisti – spiega Marino Lorenzetti, presidente mercato Trionfale – qualche cliente ci domandava trail serio e l’ ironico se la merce era la solita e non proveniva da Pomezia, male rassicurazioni degli operatori sono bastate ad assicurare l’ acquisto».
valentina conti

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