8 Maggio 2017

Incendio a Pomezia: allarme inquinamento, rischio per animali e coltivazioni

Incendio a Pomezia: allarme inquinamento, rischio per animali e coltivazioni

La nube nera, la paura dell’ amianto e le polveri nell’ aria . L’ incendio di Pomezia preoccupa, tanto, per l’ eventuale presenza di diossina, o altre sostanze inquinanti, nel suolo e nelle acque; fondamentale sarà l’ analisi degli idrocarburi policiclici, che rilevano se il fumo della nube ha toccato terra. LE PRIME ANALISI – Secondo l’ Arpa Lazio i valori entro i limiti per benzene, ossido di carbonio, biossido di azoto e PM10 ( polveri sottili ), sono in linea insomma con altre giornate. I campionamenti delle centraline installate invece a Pomezia, per diossine e Ipa ( idrocarburi ), saranno disponibili nei prossimi giorni dopo le verifiche in laboratorio. Il vento, però, favorisce la ricaduta degli agenti inquinanti sul suolo . Nelle coltivazioni a rischiare di più sono le piante e i vegetali a foglia larga che trattengono le particelle ma a rischio sono ovviamente anche gli allevamenti e i pascoli nei dintorni. I PRODOTTI A RISCHIO – I laboratori del ministero dell’ agricoltura hanno controllato campioni di frutta e verdura nelle zone di Fondi, Cisterna e Latina, dove sono coltivate zucchine, pomodori, ortaggi e i kiwi , orgoglio locale esportato in tutto il mondo. A rischio anche fagioli, fave, piselli,e ciliegie, pesche e albicocche . La aree più interessate sono Aprilia e Latina , Pomezia e le coltivazioni a campo aperto di patate, lattuga e zucchine di Ardea saranno esaminate nei laboratori. E poi c’ è la diossina provocata dalla bruciatura dei rifiuti è una sostanza altamente tossica (oltre che cancerogena) e contaminando acqua, terreno e piante, passa quindi nel grasso degli ovini e di conseguenza nel loro latte e nella carne. Incendio Pomezia: nuovi focolai “EVITARE ALLARMISMI” – Secondo la Coldiretti, associazione dei coltivatori, siamo di fronte a “una situazione di chiara emergenza. Bisogna tutelare i cittadini e le imprese anche se precisa i l presidente di Coldiretti Lazio David Granieri “occorre prudenza per evitare inutili allarmismi. Prima di parlare di comuni coinvolti bisogna averne la certezza”. Mentre Legambiente etichetta quello di Pomezia come il ” peggior rogo di rifiuti degli ultimi anni “. CLASS ACTION PER RISARCIMENTI – Più dura la posizione di Codacons ha avviato le pratiche per una azione risarcitoria collettiva a tutela della popolazione coinvolta nell’ incidente: “Non ci sono dubbi sul fatto che i cittadini abbiano subito danni e disagi immensi – spiega il presidente Carlo Rienzi – Codacons ha deciso di attivarsi mettendo i propri uffici a disposizione di chi intenda procedere per ottenere il giusto risarcimento in qualità di soggetti danneggiati dall’ incendio”. Ma c’ è di più. Codacons, infatti, ha chiesto a Procura, Nas e Ministero della salute, di disporre il “sequestro di tutti i beni ortofrutticoli, vinicoli, lattiero-caseari e di altra natura coltivati e prodotti nell’ area investita dalla nube, fino a che non ci sarà assoluta certezza circa l’ assenza di possibili contaminazioni tossiche”.

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