L’ ordinanza del sindaco
ROMA COLOSSALE incendio di materie plastiche, carta e altri rifiuti differenziati ieri alle porte della Capitale. I vigili del fuoco si sono prodigati per ore per spegnere il rogo divampato a partire da un ammasso di scorie accantonate tra un capannone e l’ altro in un deposito nel comune di Pomezia, alla periferia di Roma. Le fiamme in pochi minuti hanno divorato le strutture dello stabilimento dove si smaltiscono polimeri plastici e carte sulla via Pontina. I motivi di preoccupazione sono legati alla colonna di fumo nero e denso che si è sprigionato. Un’ ordinanza municipale ha disposto l’ evacuazione delle case nel raggio di 100 metri dall’ incendio e delle scuole nel raggio di due chilometri. IL SINDACO di Roma, Virginia Raggi, come autorità dell’ area metropolitana ha invitato i residenti nei 21 comuni interessati dalle ricadute (da Anzio a Pomezia, da Genzano a Grottaferrata) a tenere chiuse le finestre delle abitazioni, scuole, uffici, strutture sanitarie e socio-assistenziali, limitare gli spostamenti, e di lavare frutta e verdura prelevata dagli orti. La montagna di pattume ha preso fuoco per cause tuttora al vaglio della magistratura, che ipotizza un rogo doloso o accidentale. La procura di Velletri ha aperto un’ inchiesta. Il procuratore Francesco Prete ha affidato gli accertamenti al sostituto Luigi Paoletti e come primo atto ha affidato all’ Arpa l’ incarico di monitorare l’ aria, il suolo, il sottosuolo oltre alle falde acquifere. Gli esiti sono previsti nel giro di un paio di giorni e lo stesso tempo sarà necessario per domare i focolai e smaltire i fumi in atmosfera. Anche il ministro dell’ Ambiente, Galletti, monitora la situazione attraverso i tecnici Arpa e Ispra. «ERA INQUIETANTE quella nube nera che incombeva su Pomezia e sulla scuola, sembrava la nube di Chernobyl». A raccontarlo è Patrizia Prestipino, professoressa di lettere al liceo Pascal di Pomezia. «L’ istituto ha preso le sue precauzioni già prima che arrivasse l’ ordinanza. Le attività ginniche sono state sospese così come la ricreazione all’ aperto». Dopo la denuncia da parte del Codacons, per inquinamento ambientale, l’ associazione ha annunciato di aver avviato le pratiche per una azione risarcitoria collettiva a tutela della popolazione. La Regione Lazio, da parte sua, in una nota ha segnalato che «al momento non si sono registrati accessi al pronto soccorso per intossicazione da nube nera. Allertato l’ Istituto zooprofilattico per monitorare la salubrità degli allevamenti in zona». IL COMITATO di quartiere di Pomezia aveva già segnalato al sindaco lo scorso inverno, con una lettera, il timore che nel piazzale della società potessero svilupparsi incendi. La nuvola di fumo «continuerà a insistere in zona perché i venti sono deboli», ha spiegato il meteorologo Andrea Giuliacci del centro Epson Meteo.
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