Chiudono i negozi, ma non tutti Alle slot si continua a giocare
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fonte:
- Il Tempo
Saracinesche abbassate. Tutti chiusi “per nube tossica”, come suggerito dall’ Asl Roma 6 prima e come chiesto poi dal Sindaco Virginia Raggi ai suoi colleghi poi. Ma di fronte allo stabilimento che fuma ancora, ormai completamente distrutto, c’ è una grande sala slot che stoicamente tiene aperto a dispetto di tutte leal tre attività, perfino l’ associazione dei Testimoni di Geova, “in pausa” a scopo precauzionale. La porta automatica de “La Perla Nera” si apre automaticamente al solo passaggio. Dentro l’ odore di fumo si fa sentire ma a chi gioca alle macchinette, al di là del bancone dietro al quale siede una dipendente, sembra importare poco. «Siamo aperti, nessuno ci ha detto niente», risponde la ragazza. Intanto, dopo la denuncia in Procura del Codacons per inquinamento ambientale a seguito dell’ incendio alla Eco X, l’ associazione ha avviato le pratiche per una azione risarcitoria collettiva a tutela della popolazione coinvolta nell’ incidente. «Non ci sono dubbi sul fatto che i cittadini abbiano subito danni e di sagi immensi a causa del rogo odierno – spiega il presidente Carlo Rienzi -.Migliaia di automobili imbottigliate su via Pontina, case, uffici e aziende evacuati, attività interrotte, e i residenti di 21 comuni costretti a tenere le finestre chiuse. Tutto ciò, mentre ancora non si conoscono le conseguenze dell’ incendio sul fronte ambientale e sanitario. Quanto basta per intentare una mega azione risarcitoria da parte di tutti coloro che sono stati coin volti nell’ incidente odierno. In tal senso il Codacons ha deciso di attivarsi mettendo i propri uffici a disposizione di privati cittadini, attività commerciali, uffici e aziende, che intendano procedere per ottenere il giusto risarcimento in qualità di soggetti danneggiati dall’ incendio, anche in considerazione dei potenziali rischi sanitari corsi – prosegue Rienzi -. Una azione risarcito ria collettiva che sarà intentata contro i responsabili del rogo che verranno accertati dalla magistratura, e contro enti pubblici o istituzioni nel caso in cui dovessero emergere omissioni o negligenze sul fronte della sicurezza e dei controlli».
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