Il Codacons sta con l’ oncologo «Il gasdotto? Ferita devastante»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
«L’ incomprensibile scelta che non tiene conto del territorio e della comune volontà di un popolo. Sostegno a Serravezza». Il Codacons (Coordinamento associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) di Lecce si schiera a sostegno dell’ oncologo, Giuseppe Serravezza, da otto giorni in sciopero della sete e della fame nella speranza di un’ apertura al dialogo da parte del Governo. «La posizione del popolo salentino è chiara ed univocamente espressa da sempre: non si è contro la Tap a prescindere – dice il responsabile di Lecce, Cristian Marchello – si è manifestato il legittimo dubbio che un’ opera industriale, tanto invasiva e strategica, dovesse e potesse approdare in Italia su un tratto di costa diverso, magari già industrializzato rispetto alle spiagge melendugnesi». Una questione, quella del possibile spostamento del punto di approdo, per il Codacons “oltre che logica anche legittima”. «In un momento in cui l’ economia del Salento sta virando verso uno sviluppo turistico che contemperi il tu rismo di massa e la qualità del turismo di élite aggiunge Marchello – la ferita impressa dalla Tap potrebbe essere devastante. Non si deve sottacere come un impianto di tipo industriale, inserito in un contesto ambientale ben definito, non può che produrre storture che determineranno un’ inaccettabile alterazione del patrimonio ambientale e turistico». Solidarietà, quindi, alla battaglia del dottor Serravezza, per un gesto che “merita il sostegno di tutto il popolo”. «Battaglia di civiltà, non contro qualcosa ma a favore di qualcosa, del modo di essere, del modo di vivere – aggiunge – Non si comprende perché un’ opera industriale di tale strategica importanza non possa approdare in un sito già industrializzato – conclude ove l’ impatto ambientale e sociale sia il minore possibile pur mantenendo gli accordi internazionali presi. Non si comprende perché non si vuole ascoltare un popolo – conclude – che non è contro a prescindere ma che vuole tutelare se stesso, la sua storia e il suo futuro». [e.a.]
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