30 Aprile 2017

Cresce il prestito ponte per garantire i voli Alitalia

Cresce il prestito ponte per garantire i voli Alitalia
Pronta la
nomina dei commissari: dovranno «ripulire» l’ azienda per venderla
Rischio per leasing aerei. Alt alla maxi buonuscita dell’ ad Ball.
Azioni ai dipendenti?

Enrica PiovanRoma. Alitalia si prepara all’ arrivo dei commissari che piloteranno la compagnia per i prossimi mesi. Martedì si riunirà l’ assemblea dei soci chiamata a formalizzare la richiesta di accesso all’ amministrazione straordinaria. Il Governo ha già pronto il decreto che istituisce la procedura e nomina i commissari che dovranno traghettare la compagnia fino alla vendita. È ormai sicuro il nome di Luigi Gubitosi, che dovrebbe essere affiancato da Enrico Laghi e forse da un terzo nome, probabilmente un tecnico. Lo scenario Il “mandato” dei commissari, stando a quanto dichiarato in questi giorni da vari esponenti di Governo, è quello di ripulire l’ azienda, salvaguardando i posti di lavoro, e di accompagnarla verso la vendita evitando però lo spezzatino. Lo scenario più probabile è che si cerchi di prolungare il commissariamento, forse anche con un secondo prestito ponte, fino alle elezioni. Intanto con l’ arrivo dei commissari, l’ attuale management decadrà insieme agli organi sociali. Ma l’ amministratore delegato Cramer Ball non se ne andrà con una buonuscita milionaria, come suggerito da indiscrezioni di stampa: un’«illazione totalmente priva di fondamento», la definisce l’ azienda che smentisce anche indiscrezioni su «prezzi di favore» nella vendita degli slot di Londra ad Etihad. «Appare destituita di ogni fondamento l’ indiscrezione secondo cui nell’ accordo di codeshare fra Alitalia ed Etihad vi sarebbero clausole favorevoli alla compagnia di Abu Dhabi: si tratta – sottolinea una nota della Compagnia – di un rapporto assolutamente paritario nel quale è previsto che l’ intero ammontare del biglietto vada alla compagnia che opera il collegamento, mentre a chi vende il titolo di viaggio va una semplice commissione». I dipendenti invece dovranno andare ad iscriversi al Tribunale fallimentare diventando creditori privilegiati della compagnia.Indotto in allarme Con la nomina dei commissari, inoltre, tutti i crediti vantati fino a quel momento nei confronti della compagnia vengono congelati: questo comporta, non solo conseguenze in busta paga per i dipendenti, ma anche può provocare ricadute sulle aziende che lavorano con Alitalia. Il gruppo Gh Italia, che fornisce servizi di assistenza a terra, ha già informato l’ azienda che il mancato pagamento del debito determinerà l’ impossibilità a continuare a fornire il servizio. L’ associazione delle imprese di handling Assohandlers ha quantificato in circa 2mila i possibili esuberi a livello nazionale. E qualcuno paventa anche il rischio di riacquisizione degli aerei da parte delle società di leasing. L’ azienda intanto torna a rassicurare i viaggiatori, escludendo impatti sull’ operatività dei voli. Sul tavolo del Governo è invece ancora aperta la discussione sull’ ammontare del prestito ponte. La cifra sarà sicuramente superiore a quella indicata in un primo tempo: da 3-400 milioni si va verso 500 milioni. Soldi che serviranno a garantire l’ operatività dei voli e l’ occupazione in attesa di trovare investitori, ha spiegato il ministro dei trasporti Graziano Delrio, escludendo ancora una volta la nazionalizzazione. Si aggiungono intanto contributi al dibattito su come far ripartire la compagnia. Domenico Cempella, l’ unico amministratore delegato riuscito a portare Alitalia in utile, suggerisce la partecipazione dei dipendenti all’ azionariato. Sullo sfondo prosegue il lavoro dell’ ex premier Matteo Renzi, che sta mettendo a punto la propria proposta per la compagnia e in questo quadro venerdì ha incontrato il presidente in pectore Gubitosi. Infine, il Codacons sottolinea che la crisi di Alitalia è costata finora agli italiani la bellezza di 308 euro a famiglia, ricordando come la collettività abbia dovuto più volte farsi carico della gestione catastrofica della compagnia di bandiera, con un conto salito a 7,4 miliardi di euro.
enrica piovan

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