Con Pasqua e i ponti l’inflazione accelera in Italia
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fonte:
- Milanofinanza.it
Questo mese
l’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,3% su base
mensile e dell’1,8% su anno, quest’ultimo è un record da febbraio 2013.
L’inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,3%. Confcommercio: sul
dato hanno influito in misura quasi esclusiva i fattori stagionali
Con Pasqua e i ponti l’inflazione accelera in Italia. Questo mese, secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, è aumentato dello 0,3% su base mensile e dell’1,8% rispetto ad aprile 2016 (era +1,4% a marzo). Sono sei mesi consecutivi che i prezzi segnano un rialzo, mentre l’incremento registrato questo mese su base annua rappresenta un record dal febbraio 2013 quando il tasso fu del +1,9%.
L’accelerazione dell’inflazione deriva soprattutto dalla crescita dei prezzi dei beni energetici regolamentati (+5,7%, da -1,2% del mese precedente), a cui contribuisce sia l’energia elettrica (+5,4%) sia il gas naturale (+6%) che segnano entrambi un’inversione di tendenza rispetto a marzo (rispettivamente da -1% e -1,4%), e dalla dinamica dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+5,5% da +2,5% del mese precedente).
L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale di tre decimi di punto percentuale (+1% da +0,7% di marzo), mentre quella al netto dei soli beni energetici si mantiene stabile a +1,2% come nel mese precedente. L’incremento su base mensile dell’indice generale è ascrivibile in larga parte ai rialzi dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+3,3%) e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,1%), che risentono entrambi di fattori stagionali legati alla Pasqua e al ponte del 25 aprile. Viceversa, si registra un calo dei prezzi degli alimentari non lavorati (-1%).
Su base annua la crescita dei prezzi dei beni sale di un solo decimo di punto percentuale (+1,8% da +1,7% di marzo), mentre accelera in modo marcato il tasso di crescita dei prezzi dei servizi (+1,7% da +1%). Di conseguenza, ad aprile il differenziale inflazionistico negativo tra servizi e beni si riduce portandosi a -0,1 punti percentuali (da -0,7 di marzo). L’inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,3%.
Inoltre i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono dello 0,4% su base mensile e registrano un aumento dell’1,8% su base annua (era +2,3% a marzo). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto scendono dello 0,3% in termini congiunturali e mostrano una crescita su base annua del 2,2%, in attenuazione dal +2,7% del mese precedente.
Sempre secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta dello 0,8% su base mensile e del 2% su base annua (da +1,4% di marzo). Il rialzo congiunturale è in parte dovuto al rientro definitivo dei saldi invernali di abbigliamento e calzature, di cui il Nic non tiene conto.
In calo però il carrello della spesa. Ad aprile i prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto scendono dello 0,3% in termini congiunturali e mostrano una crescita su base annua del 2,2%, in attenuazione dal +2,7% del mese precedente. Il calo mensile, spiegano i ricercatori, è dovuto principalmente ai ribassi dei prezzi dei vegetali freschi e, in misura inferiore, del gas Gpl. In particolare, i vegetali freschi sono calati del -5,9% e segnano, su base annua, una marcata attenuazione della crescita, comunque pronunciata (+12,6%, era +22,5% a marzo) e su cui incide il confronto con aprile 2016, mese in cui i prezzi dei vegetali freschi erano in crescita del 2,3%.
L’Ufficio Studi Confcommercio parla di aumento dell’inflazione in larga parte atteso visto che sul dato hanno influito in misura quasi
esclusiva i fattori stagionali, Pasqua e i ponti di fine mese, che hanno portato a un deciso aumento dei prezzi nel settore dei trasporti e negli alberghi e pubblici esercizi. “Sono proprio le determinanti di questo andamento, associate a una diminuzione congiunturale dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto e al permanere dell’inflazione di fondo su valori non particolarmente elevati, 1%, che portano a leggere il dato con attenzione ma senza un’eccessiva preoccupazione”, sottolinea Confcommercio.
A questo il Codacons aggiunge il caro-benzina, con i prezzi dei carburanti che ad aprile hanno registrato alla pompa incrementi superiori al 15% su base annua, e le tariffe energetiche che risultano in forte crescita nell’ultimo mese. “Ma a incidere sono soprattutto i rincari legati alla festa di Pasqua, denunciati nelle scorse settimane dal Codacons e che trovano oggi piena conferma nei dati dell’Istat, che certifica gli effetti della festività sui prezzi al dettaglio. Un’inflazione a questi livelli determina una vera e propria stangata per i consumatori italiani, che su base annua dovranno mettere in conto una maggiore spesa mediamente pari a 540 euro a famiglia, di cui 116 solo per gli alimentari”, avverte il presidente, Carlo Rienzi
La repentina ripresa del processo inflazionistico, stando anche al permanere di una politica di bassi tassi da parte della Bce, appare, sostanzialmente sotto controllo. Più preoccupante, secondo Confcommercio, “potrebbe risultare l’impatto sul comportamento delle famiglie che, al contrario delle imprese, già scontano un deficit di fiducia che le spinge a mantenere comportamenti prudenti verso il consumo e che potrebbero trovare un ulteriore vincolo nell’aumento dei prezzi che rischia di erodere la già bassa crescita del reddito disponibile legata a dinamiche occupazionali non molto sostenute”.
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