I libri, i video, i social Il dottore «eretico» che arrivò alla Camera «Si è spinto troppo»
-
fonte:
- Corriere del Veneto
«Prego, fate entrare il dottor Gava». E lunedì 9 novembre 2015, dietro lo scranno della commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, a Roma, appare proprio il dottor Roberto Gava in persona. Giacca e cravatta: «Io non so bene come dovrò impostare il discorso…», sembra quasi tentennare. «Ci dovrà aiutare a indirizzare noi legislatori e le autorità sanitarie a prendere delle decisioni ponderate utili al Paese: vaccinazioni sì, vaccinazioni no», gli spiega il presidente della Commissione, che gli è seduto a fianco. Quindi il dottore comincia: «Le vaccinazioni sono interventi farmacologici su soggetti potenzialmente sani; e quindi noi dobbiamo personalizzare la terapia, non possiamo fare una terapia di massa, perché ovviamente proteggiamo alcuni e ne danneggiamo altri. Il sistema immunitario di un bambino – prosegue – diventa maturo dopo i cinque, sei anni. Quindi è anti-fisiologico somministrare tutti questi antigeni direttamente nel sangue». È tutto registrato in un video, disponibile su youtube. L’«eretico» in parlamento: ed era solo un anno e mezzo fa. Già, ma allora? Potrebbe essere stato proprio quello lo snodo, dicono oggi i «suoi». Il momento, cioè, in cui «Gava» è diventato «Gava». Perché in fondo quelle cose lui le aveva sempre dette: ci sono libri, articoli su Facebook – lettissimi, e commentatissimi -, incontri pubblici. Ma a volte, come si sa, è una questione di livelli. Appena un mese prima dell’ audizione alla Camera, il medico oggi radiato dall’ Ordine, si era fatto promotore di una «lettera aperta» al Presidente dell’ Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, sulle vaccinazioni pediatriche. Una sorta di appello, sottoscritto da altri duecento medici in tutto il Paese (otto dei quali dal Veneto), in cui il cardiologo chiedeva al più alto organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale sostanzialmente di «superare in Italia l’ obbligo vaccinale». «Questi 35-40 anni di pratica medica specialistica accanto al bambino malato – argomentava – , non frettolosa ma fatta di osservazione e ascolto, ci ha aperto gli occhi sulla realtà delle reazioni avverse causate dalle vaccinazioni. Ci siamo infatti accorti che, dopo un’ osservazione minuziosa e prolungata nel tempo di bambini vaccinati e non vaccinati, questi ultimi appaiono indubbiamente e globalmente più sani». Come l’ Istituto avesse accolto l’ appello non è difficile da intuire. Basti dire che, venerdì, il primo a dare la notizia del provvedimento contro Gava è stato proprio Ricciardi, il quale con un tweet ha ringraziato «l’ Ordine dei medici di Treviso per aver radiato il primo medico per il suo comportamento non etico e antiscientifico nei confronti dei vaccini». Eppure, come si diceva, quelle cose Gava le aveva sempre dette. Se vogliamo anche in modo più esplicito. E, soprattutto, con un grande seguito «popolare». Solo qualche mese fa, con un nostro giornalista, avevamo seguito un suo incontro all’ Hotel Vergilius di Vicenza, dove a sentirlo erano accorsi in oltre trecento (il biglietto di ingresso costava 50 euro; 40 se si pagava in anticipo: altre volte, va detto però, gli incontri sono gratuiti). Gava in quell’ occasione parlava in generale della crescita dei più piccoli: «Se hanno i capelli grossi sono dei materialisti – affermava – se hanno i capelli fini sono sensibili. Fateli camminare senza scarpe che avranno un maggiore contatto con le onde elettromagnetiche terrestri». Chiedendosi poi: «Quando noi medici smetteremo di pensare di risolvere tutto con i farmaci?». E la gente sembrava apprezzare. Perché aveva l’ impressione di «capire» (anche se si potrebbe discutere qui di eterogenesi dei fini…). Ma Gava su questo ha sempre puntato molto: su youtube i suoi video hanno migliaia di visualizzazioni. Uno dei più cliccati è quello nel quale il dottore parla proprio dei bambini, che paragona a dei «bicchieri». «Cosa può far traboccare il bicchiere del bambino, già colmo di elementi che provengono dall’ esterno? – interroga lui -. Una vaccinazione multipla potrebbe essere una goccia che fa traboccare il bicchiere. E quanto grande è il bicchiere di vostro figlio?». Una comunicazione diretta, senza filtri. Nel 2012 ad una «mamma disperata» che gli scriveva, rispondeva così: «Il problema della manipolazione degli studi scientifici è grossissimo e noto a tutti. L’ industria farmaceutica paga ricercatori, medici affinché scrivano lavori scientifici “perfetti” e paga gli editori e i mass media affinché pubblichino i loro articoli e diffondano le notizie che a lei interessano». Così di anno in anno i pazienti sono sempre aumentati: oggi per un appuntamento nel suo studio privato a Padova occorre attendere mesi. «Sarebbe ora che il nuovo Papa fosse messo al corrente di questi reiterati “crimini”, compiuti dalla criminosa cupidigia umana, sui nostri figli fin dai loro primi mesi di vita», c’ è chi arriva a dire sulla sua bacheca Facebook, dove in queste ore sono apparsi centinaia di messaggi di solidarietà. Ed è una rabbia che contagia; ieri pure il Codacons ha denunciato l’ Ordine di Treviso per violenza privata: «Inquisizione». È il popolo dell’«eretico», che ormai sembra essere scappato lontano. Tanto che c’ è già chi si chiede: basterà la radiazione dall’ Ordine per riavvicinarlo?
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
-
Tags: Ordine dei Medici, Roberto Gava, treviso, vaccini
