I bagni che dicono no al fumo al mare
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fonte:
- Il Secolo XIX
sant’ antonio, lo stabilimento delle fornaci proibisce le sigarette in spiaggia
SARANNO i bagni Sant’ Antonio delle Fornaci la prima spiaggia della Liguria a bandire ufficialmente il fumo dal litorale. Con la nuova stagione alle porte, i titolari hanno compiuto un’ importante scelta di campo: aderire al progetto “RespiriAMO il mare” che prevede una spiaggia libera dalle sigarette. I fumatori potranno coltivare il loro vizio solo in un’ area a loro dedicata. Potrebbe sembrare, a prima vista, una rivoluzione. La realtà è che già diverse località turistiche promuovono un litorale “smoking free”: tra queste la vicina Costa Azzurra, nei dintorni di Nizza e Cannes; oppure, per rimanere in Italia, la lunga spiaggia di Bibione, conosciuta da noi per i rinomatissimi tornei di beach volley. E non mancano altri esempi in Gran Bretagna o negli Usa. «L’ obiettivo primo è la salvaguardia dei non fumatori, nel totale rispetto di chi fuma – spiegano i titolari dei bagni Sant’ Antonio-.Crediamo fortemente in questa iniziativa, soprattutto perché siamo consapevoli che tra i più assidui frequentatori della spiaggia ci sono i bambini». Le regole sono chiare: niente fumo in mezzo agli ombrelloni o nelle aree comuni. Fumare sarà consentito soltanto in due zone segnalate, una a Ponente e una a Levante. «Ci siamo ispirati a Vientiane, capitale del Laos-continuano i gestori -. In Italia sono segnalate le zone dove “non” si può fumare. Là invece funziona al contrario: i segnali sono posti nelle sole zone dove è consentito fumare, mentre tutte le altre sono libere dal fumo». In altre parti del mondo, addirittura, si trovano intere cittadine come Shimla, nell’ India del nord, dove non è ammesso il fumo per strada; oppure il Sikkim, un intero stato che bandisce il fumo per rispettare l’ ambiente e le persone. Una filosofia che quest’ estate sarà possibile ritrovare alle Fornaci, anche se in realtà rimarranno due “spicchi” di litorale dedicati ai clienti fumatori. I Sant’ Antonio potrebbero aver anticipato quella che presto diverrà una tendenza. L’ associazione Codacons sta infatti spingendo perché tale misura entri in vigore su tutto il territorio nazionale. «È stato dimostrato che sottovento ai fumatori, alla distanza di circa 10 metri, con una velocità media del vento di 2,7 m/sec, si generano picchi molto elevati di inquinamento – sostengono i mem bri – che si verificano contemporaneamente alla percezione olfattiva. Tanto è stato fatto negli ultimi anni per mettere pienamente a conoscenza dei fumatori i rischi ai quali vanno incontro con il fumo di sigaretta ma troppo poco invece per quanto riguarda i danni prodotti dal fumo passivo. Le attuali ricerche hanno dimostrano quali catastrofici danni possono essere prodotti dal fumo passivo, e le spiagge si rivelano essere un luogo in cui i livelli superano quelli di allerta».
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