18 Aprile 2017

L’altra sorpresa di Pasqua, rincari record per i carburanti

L’altra sorpresa di Pasqua, rincari record per i carburanti

di SILVIA BONAVENTURA Altro che uova di cioccolato. A Pasqua la sorpresa è stata al distributore: i prezzi dei carburanti hanno ripreso a salire dall’inizio di aprile e, per le festività, il costo di un pieno è stato ritoccato al rialzo con aumenti che si aggirano in media sui 10 euro per il gasolio e 8 euro per la benzina. Secondo la stima di Federalberghi sono stati circa 10 milioni gli italiani in viaggio per Pasqua e Pasquetta, con il 93% che si è mosso su territorio nazionale e solo un 7% che ha scelto di recarsi all’estero. Le mete preferite sono state città d’arte (29,1%), mare (28,8%), montagna (21,4%) e laghi (4,5%). Chi non è partito prima si è rifatto a Pasquetta: sono stati 15 milioni gli italiani che si sono messi in auto per la tradizionale gita fuori porta, come ha rilevato l’analisi Coldiretti-Ixè “La Pasqua 2017 degli italiani”. Con rientri da bollino rosso sulle nostre strade dal pomeriggio del 17 aprile fino a tutta la giornata del 18. Ecco quindi che l’aumento dei prezzi del carburante si trasforma in una “stangata” da 156 milioni di euro in più rispetto alla festività dello scorso anno, come stimato da Codacons, Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori.
“Ciò è causato sia dai listini alla pompa che puntualmente salgono in occasione delle partenze delle famiglie, sia dall`eccessiva tassazione che vige sui carburanti in Italia e che rappresenta il 70% del costo di ogni litro di benzina acquistato dagli automobilisti”, spiega Carlo Rienzi, fondatore e presidente di Codacons. “Oggi ai distributori di carburanti si registrano rincari record dei listini, con il gasolio che costa in media il 15,3% in più rispetto ad aprile 2016 – prosegue Rienzi -. Per la benzina i prezzi sono mediamente più alti dell`11,1% su base annua. Tradotto in soldoni, significa che per un pieno di diesel si spendono oggi quasi 9,5 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2016, per le benzina 7,9 euro in più a pieno”.
Gli fa eco Walter Meazza, presidente di Adiconsum, associazione per la tutela dei diritti dei consumatori, che allarga il discorso al nostro quotidiano e lancia un allarme: “Il nostro Paese detiene, purtroppo, il triste primato della benzina più cara d’Europa con un prelievo fiscale che, tra IVA e accise, è di circa 1 euro al litro. Un costo ‘fisso’ insostenibile per le famiglie e soprattutto per coloro che usano l’auto per recarsi al lavoro, non avendo altre possibilità per raggiungerlo, destinato ad aggravarsi ulteriormente se dovesse
andare in porto la cosiddetta ‘carbon-tax’, un altro balzello tra i 10-20 euro da pagare per ogni tonnellata di anidride carbonica emessa, per onorare gli impegni presi sul clima nella conferenza di Parigi”. Serve dunque una bella accelerata verso la mobilità sostenibile.

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