15 Aprile 2017

Nicolosi, fuori dalla pizzeria perché in sedia a rotelle La denuncia dei volontari: «Episodio gravissimo di discriminazione»

Nicolosi, fuori dalla pizzeria perché in sedia a rotelle La denuncia dei volontari: «Episodio gravissimo di discriminazione»

 Il sindaco si scusa: «Tornate come miei ospiti». Codacons: multa al locale
Giuseppe BonaccorsiNicolosi.Nei giorni in cui la Regione è nel mirino per la questione dei fondi destinati ai disabili, dall’ altro capo dell’ isola, da Nicolosi, paese dalle falsde dell’ Etna, arriva la notizia di un caso di intolleranza verso una comitiva di disabili. Un caso che certamente avrà uno strascico di polemiche. A denunciarlo sono gli stessi volontari Csr-Aias di Viagrande che parlano di «discriminazione inaccettabile verso chi soffre». E stigmatizzano: «E’ stato un episodio che dire spiacevole è poco: i nostri ragazzi si sono sentiti offesi, messi alla porta e praticamente cacciati via in malo modo per avere la ‘colpa’ di essere su una sedia a rotelle». I volontari dopo alcuni giorni di riflessione – la vicenda risale a mercoledì scorso – hanno deciso di non lasciar passare nel silenzio questo episodio di discriminazione verso persone con disabilità e hanno deciso di raccontare i fatti. Lo scenario è una pizzeria di Nicolosi dove i volontari avevano prenotato un tavolo per portare la comitiva di ragazzi in carrozzella. «Periodicamente – raccontano l’ assistente sociale del Consorzio Siciliano di Riabilitazione, Graziella Lentini, ed i terapisti Enzo Barone e Dario Salanitro – organizziamo cene e serate in pizzeria per i nostri assistiti del settore residenziale: sono tutti ragazzi e ragazze in carrozzina, che frequentano e vivono nel nostro Centro di riabilitazione. Per loro è importante vivere momenti di svago anche semplici, una cena fuori, una passeggiata, una gita al parco… Ma quello che è accaduto tre sere fa li ha lasciati con un senso di amarezza difficile da descrivere: si sono sentiti offesi». Prenotato il tavolo in pizzeria i volontari avevano specificato in anticipo che sarebbero state presenti persone in sedia a rotelle. E sarebbe stato proprio la sistemazione delle carrozzine a provocare la reazione dei gestori. «Appena arrivati in pizzeria – raccontano -, prima di far entrare i ragazzi nel locale, abbiamo chiesto alla persona che ci ha accolti se fosse stato possibile togliere la gran parte delle sedie, lasciandone solo alcune per noi operatori che aiutiamo molti di loro a mangiare. A questa richiesta sono iniziate rimostranze e toni sgarbati, la persona in sala ha fatto levare solo alcune sedie e alla nostra successiva richiesta di togliere le altre questa persona ci ha risposto che non potevamo “comandare a casa sua”, ci ha detto che la nostra presenza non era gradita e ci ha fatti uscire in malo modo, dicendo di andare via dalla sua pizzeria». «Ci chiediamo quale disturbo avremmo arrecato, ci chiediamo soprattutto se avventori normodotati avrebbero ricevuto lo stesso trattamento. Siamo andati via senza dire una parola, ma solo per non turbare i nostri ragazzi che avevano comunque già capito tutto: per fortuna siamo stati poi accolti in un’ altra pizzeria a poca distanza, senza alcun problema. Vogliamo denunciare tutto questo perché purtroppo capita, a chi ha una disabilità, di ricevere trattamenti di questo tipo – concludono gli operatori del Csr-Aias – Evidentemente si deve lavorare di più e meglio per insegnare a tutti la cultura dell’ accoglienza e del rispetto, per far sì che i disabili vengano considerati per quello che sono, semplicemente delle persone».A rincarare la dose è anche il presidente del centro , Sergio Lo Trovato: «E’ sconcertante che nel 2017 non ci sia ancora un senso diffuso di rispetto verso le persone più fragili, dimenticando che la fragilità può d’ un tratto entrare in tutte le famiglie. Per fortuna il caso di Nicolosi è un episodio isolato, ma addolora anche per la sensibilità dei nostri ragazzi che non devono sentirsi rifiutati per come sono. L’ episodio andava denunciato verbalmente per scuotere le coscienze e ci fa piacere anche che il sindaco di Nicolosi, Nino Borzì, appresa la notizia, si sia scusato ufficialmente con noi e i nostri ragazzi a nome di tutta la sua cittadinanza». «Appresa la notizia – ha spiegato il sindaco Borzì – mi sono scusato e ho invitato i ragazzi e gli operatori a tornare a Nicolosi ospiti della nostra amministrazione. Quanto ai provvedimenti ho dato mandato alla mia segretaria di convocare martedì il ristoratore per sentire la sua versione. Se ci saranno margini per una azione provvederò ad emanarla. Allo stesso tempo mi farò promotore di un intervento in Consiglio comunale. Nicolosi ha una lunga cultura di accoglienza che non deve essere scalfita da episodi di questo genere».Anche il Codacons si è schierato a sostegno dei giovani disabili. «Se ciò corrisponde a verità – si legge in una nota – la questione, che richiama già l’ indignazione di tutti, non può e non deve passare inosservata. Per questo motivo chiediamo al sindaco di Nicolosi di fare luce sui fatti, non escludendo il ricorso a delle penalità per il locale in questione».
giuseppe bonaccorsi

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