8 Aprile 2017

Perfino i cinghiali di Roma ce l’ hanno col sindaco Raggi

Perfino i cinghiali di Roma ce l’ hanno col sindaco Raggi

AZZURRA NOEMI BARBUTO Una nota leggenda metropolitana racconta che nelle fogne di Roma, oltre che i grossi ratti, vivano dei coccodrilli. La realtà, invece, vuole che in superficie, per le strade, ci passeggino i cinghiali. Non è un modo di dire né una similitudine: Roma somiglia sempre di più a un bosco con annesso sottobosco di faccendieri, colletti bianchi più sporchi che mai e, per l’ appunto, maiali selvatici. In questo senso, potrebbe essere addossata al Campidoglio o ai gestori dei parchi dell’ area la responsabilità della morte di Nazzareno Alessandrini, 49 anni, avvenuta la notte del 17 marzo scorso. Mentre l’ uomo, alla guida del suo scooter, percorreva via della Inviolatella Borghese, è stato travolto proprio da un grosso cinghiale, che lo ha addirittura catapultato a una decina di metri. Per la violenza dell’ impatto, che ha fatto volare via persino il casco, lo scooterista, immediatamente soccorso, è poi deceduto in ospedale. Una tragedia che si sarebbe potuta evitare, se l’ emergenza cinghiali fosse stata presa sul serio. Marcello Monteleone, sostituto procuratore titolare del fascicolo sull’ incidente, ha affidato agli investigatori dei carabinieri forestali il compito di accertare eventuali aperture nelle recinzioni dei parchi di Roma Nord, nonché di ricostruire le normative che regolamentano la sicurezza in materia, facendo chiarezza su un punto fondamentale, ossia a chi tocchi farle rispettare. Peraltro, a distanza di pochi giorni dalla morte del 49enne, esattamente la sera del 22 marzo scorso, un altro cinghiale si è schiantato contro una Citroen C3 Picasso in via di Settebagni, nei pressi del centro commerciale Bel Poggio, sempre nella zona nord della Capitale. Il cinghiale è morto sul colpo, l’ automobilista invece è rimasto miracolosamente illeso. E mentre questi fatti accadevano a Roma, che giorno dopo giorno si sta trasformando in una «selva oscura», la sindaca Raggi – per restare in tono dantesco – smarriva la diritta via e se ne andava in vacanza, anzi si prendeva una «pausa da stress». Il fascicolo aperto dalla procura risulta essere attualmente senza indagati, ma al termine delle indagini si potrebbero configurare reati anche molto gravi, quali quello omissione di atti d’ ufficio e persino l’ omicidio colposo. Secondo il Codacons, che ha presentato un esposto in procura qualche giorno fa, la responsabilità potrebbe essere addossata al Comune di Roma, ai vigili urbani o alle guardie zoofile. Il degrado della Capitale si estende dunque a macchia d’ olio, dalle periferie verso il convulso centro, in cui, non è irrealistico, i turisti, oltre alle foto davanti al Colosseo, potranno immortalarsi anche accanto a tutt’ altro che mansueti cinghiali selvatici, che negli ultimi due anni stanno letteralmente colonizzando la metropoli. Qualcuno li ha avvistati anche nei pressi di San Pietro. D’ altronde è primavera ed essi iniziano a figliare, dopo la stagione dell’ amore che parte a novembre e termina a gennaio: sono dunque in cerca di cibo, e questo li spinge a inoltrarsi anche all’ interno dei centri abitati. Il cinghiale ha un tasso di riproduzione annuo che varia dal 120 al 200% e la femmina partorisce cucciolate numerose. I grillini avevano partorito la brillante idea di sterilizzarli, proposta già abbandonata. Questo per dire che, mentre i cinghiali continuano a moltiplicarsi, non si lavora per trovare una soluzione al problema. Che è serio, anche dal punto di vista sanitario: il massiccio animale, che può raggiungere il peso di 180 kg, è stato inserito nella lista delle cento specie invasive più dannose al mondo. Si adatta a qualsiasi habitat e colonizza ogni tipo di ambiente. Il cinghiale può anche essere molto pericoloso per l’ uomo, e può anche trasmettere malattie. Un problema che, per la verità, non è nemmeno così recente. Il primo cinghialone romano la cui presenza fu documentata con tanto di servizio fotografico fu avvistato nella primavera del 2015 proprio accanto a un cassonetto straripante di rifiuti sulla via Cassia, a due passi da una fermata dell’ autobus. Possiamo escludere che il mastodontico animale fosse in attesa del bus: considerata la lentezza dei mezzi pubblici romani, i cinghiali preferiscono spostarsi a piedi, cioè a zampe. Almeno per ora. Comunque, al di là dell’ ironia, questi animali non sono capaci di attraversare lentamente la strada: di solito la tagliano correndo, proprio come è successo la notte del 18 marzo, quando l’ ignaro motociclista si è visto piombare addosso un cinghiale, come se si trovasse in una foresta e non in una capitale europea del ventunesimo secolo. riproduzione riservata.
 

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