9 Aprile 2017

Gardaland si ferma, paura sulle giostre

Gardaland si ferma, paura sulle giostre
blackout elettrico nel parco divertimenti veronese: visitatori bloccati, famiglia israeliana soccorsa a 20 metri d’ altezza

TORINO Promessa in sposa ad uno sconosciuto di dieci anni più grande di lei. Una studentessa torinese di origini egiziane, quindici anni appena, è stata allontanata dalla famiglia, su provvedimento del Tribunale dei Minori, e inserita in una comunità. La giovane, che per evitare il matrimonio combinato aveva tentato il suicidio tagliandosi le vene dei polsi, si è confidata con una compagna di classe che l’ ha convinta a rivolgersi alla polizia per denunciare quanto le stava accadendo. Alla presenza del preside, e della dirigente del commissariato, Alice Rolando, la quindicenne ha raccontato che la cerimonia di fidanzamento si sarebbe svolta di lì a tre giorni e che a casa era tutto pronto: banchetto nuziale, vestito rosso e viaggio in Egitto. La madre le aveva detto che non sarebbe più andata a scuola, poiché ad una moglie non serve l’ istruzione. La quindicenne ora ha ripreso ad andare a scuola. I poliziotti che sono andati a trovarla la descrivono come «felice» e «serena». VERONA Adrenalina e paura vera ieri per i visitatori di Gardaland, a causa di un blackout elettrico che ha paralizzato le giostre del grande parco veronese – proprio nella giorno di apertura stagionale – lasciando alcune persone ferme a 20 metri da terra sui seggiolini delle attrazioni. Non c’ è stato il panico perché le squadre di soccorso sono intervenute subito e, a parte il “Sequoia Adventure”, una delle montagne russe più avventurose, le altre attrazioni non avevano persone a bordo, o hanno potuto portare a termine la corsa. Se l’ è vista brutta, invece, una famiglia di turisti israeliani – padre, madre e due figli adolescenti – che si trovava su un vagoncino del “Sequoia”, quasi al termine della rampa di salita. Sono rimasti lì fermi, a quasi 20 metri d’ altezza, con il cielo davanti, e il vuoto sotto. I quattro, spaventati, sono stati raggiunti dai “vigili” interni del parco, con la scala di sicurezza, e portati a terra in una ventina di minuti. «Proprio una bella giornata», ha scherzato una volta in salvo la ragazzina, una 15enne. Intanto il blackout si spandeva a macchia d’ olio, fermando un po’ tutto: montagne russe, tazze rotanti, attrazioni varie e punti di ristoro. Una disdetta sul piano dell’ immagine, dato che i vertici del parco – che ha registrato 3 milioni di ospiti l’ anno scorso – e di Merlin Enterteinments, gruppo proprietario della struttura, stavano presentando le novità della stagione 2017. Tra queste “Shaman”, la nuova super-montagna russa da 5 milioni di euro con tanto di realtà virtuale. E anche qui si era capito che la stagione non partiva col piede giusto: funzionava la giostra, non funzionavano, per un problema tecnico, gli schermi in 3D. Il blackout generale però, con il parco pieno fin dal mattino, non era prevedibile. Un inconveniente grave – il Codacons ha chiesto alla Procura di Verona di aprire un’ inchiesta – che fortunatamente non ha avuto conseguenze serie. Nessun ospite ha chiesto assistenza medica, nemmeno all’ ambulatorio del parco. I generatori – ha spiegato l’ ad Aldo Maria Vigevani – sono immediatamente entrati in funzione ma, per sicurezza, è stato necessario spegnere e poi riavviare le attrazioni per poter arrivare alla normalizzazione. Le giostre, dopo le verifiche effettuate “a vuoto”, senza persone a bordo, sono ripartite. La stessa famiglia israeliana bloccata sul “Sequoia” è rimasta all’ interno di Gardaland, per proseguire la vacanza. «Finalmente Gardaland è riuscita a fornire adrenalina allo stato puro, non dettata dai salti nel vuoto delle giostre», ha scherzato un gruppo di amici di Mantova. «Nessuno ha preso paura, solo qualche bimbo si è lamentato perché non poteva salire sulle giostre». Poi è iniziata la caccia al “colpevole”. «Un anomalo straordinario sbalzo di energia da parte di Enel» ha sentenziato l’ ad Vigevani sulle prime. Facendo poi marcia indietro: «A seguito di ulteriori e più approfondite verifiche, è emerso che lo sbalzo di energia verificatosi non è da imputare all’ Enel ma ad un guasto sulla rete interna del Parco».
 

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