9 Aprile 2017

Inaugurazione col blackout bloccati a 30 metri d’ altezza Proteste, arriva la Finanza

Inaugurazione col blackout bloccati a 30 metri d’ altezza Proteste, arriva la Finanza
giostre ferme, soccorsi quattro israeliani. rimpallo di responsabilità

CASTELNUOVO DEL GARDA (Verona) L’ adrenalina, in effetti, non è mancata. Non per il rafting sui tronchi nè per i giri della morte, ma perché ieri mattina, all’ inaugurazione della 42esima stagione di Gardaland, è successo di tutto. Prima le giostre si sono fermate, una dopo l’ altra: «Fuga da Atlantide», «Blu Tornado», «Mammut». La gente in attesa e l’ ingresso sbarrato. Finché qualcuno è esploso e, alle 11.20, ha cominciato a chiedere il rimborso del biglietto (40,50 euro per il giornaliero, scontato a 34,50 sul sito del parco) agli uffici di Gardaland, col passare delle ore assediati da una coda sempre più lunga di turisti arrabbiati. A tutti una sola risposta: «La nostra politica non prevede la restituzione dei soldi ma l’ emissione di nuovi ingressi per altre giornate». Impossibile però tornare per la maggioranza dei visitatori, stranieri o del Sud Italia, così al culmine della diatriba qualcuno ha chiamato la Guardia di finanza, accorsa subito per controllare cosa stesse succedendo. Intanto, dall’ altra parte del parco, una famiglia israeliana alle 13 salita sul roller coaster «Sequoia Adventure», è rimasta bloccata sul vagoncino fermo a 27 metri d’ altezza, in prossimità della cima di una salita molto ripida. Imbragati sui sedili in posizione quasi supina, mamma, papà e i due figli adolescenti, maschio e femmina, sono stati rassicurati via microfono dall’ addetto alla giostra: «State fermi, non sganciatevi e rimanete tranquilli». E’ intervenuta la squadra di soccorso, che con l’ attrezzatura adeguata è riuscita a recuperare, uno alla volta, prima il capofamiglia, poi la moglie apparsa piuttosto provata, quindi la ragazzina e infine il fratello. Sono tutti scesi dalla scala di emergenza, un gradino alla volta, con un operatore davanti e gli altri a controllare la discesa alle spalle. Quando ha visto arrivare il fratello sano e salvo, la secondogenita ha applaudito e poi si è lasciata scappare una battuta in inglese: «Che bella giornata, è iniziata proprio bene. Siamo appena arrivati, vediamo cosa succede adesso». La famiglia ha deciso di continuare la giornata di vacanza nel parco divertimenti numero uno in Italia, quotato in borsa e nel 2016 forte di 3 milioni di presenze, un 4,5% in più rispetto al 2015. Ma cosa è successo? «Uno straordinario sbalzo di energia da parte di Enel ha causato guasti a uno dei trasformatori del parco – la prima versione di Aldo Maria Vigevani, ad di Gardaland -. Ciò ha comportato un blackout e quindi il parco ha subìto un improvviso blocco di tutte le attività in ogni area, attrazioni e punti di ristoro. E’ il motivo per cui su Sequoia Adventure una famiglia è rimasta bloccata ed è stata evacuata dal personale di sicurezza. I generatori sono entrati in funzione ma, come da protocolli di sicurezza, è stato necessario spegnere e poi riavviare tutte le attrazioni, per arrivare alla normalizzazione con le procedure del caso». Immediata la replica di E-distribuzione, società del Gruppo Enel per la gestione dell’ energia elettrica: «Smentiamo disservizi sulle nostre linee che alimentano Gardaland. La circostanza è stata verificata con gli uffici tecnici del parco». E infatti, un’ ora e mezza dopo, Vigevani ha corretto il tiro: «In seguito a ulteriori e più approfondite verifiche congiunte, è emerso che lo sbalzo di energia non è da imputare all’ Enel ma ad un guasto sulla rete interna del parco. Ci scusiamo con Enel per aver erroneamente imputato loro la responsabilità del problema». Che però potrebbe ingigantirsi, poiché il Codacons chiede alla Procura di Verona di aprire un’ inchiesta: «E’ un episodio grave, la magistratura deve avviare le indagini necessarie ad accertare le responsabilità. E’ anomalo che un’ improvvisa interruzione di corrente lasci i cittadini bloccati sulle attrazioni, alcune estreme come le montagne russe. Nei parchi il servizio elettrico va costantemente garantito, anche con sistemi di alimentazione d’ emergenza, proprio per evitare situazioni di potenziale pericolo». La giornata era iniziata sotto il cattivo auspicio dello sciamano ispiratore di «Shaman», la nuova montagna russa attigua a «Sequoia Adventure», costata 5 milioni di euro e dotata di visori 3D che catapultano gli ospiti nella realtà virtuale degli indiani d’ America, ma che ieri non funzionavano. «Attenzione! Realtà virtuale Shaman non disponibile», recitava un pannello elettronico all’ ingresso del parco. «Un problema tecnico temporaneo insorto giovedì pomeriggio – la rassicurazione di Vigevani -. I programmatori sono al lavoro per ristabilire la qualità di un’ esperienza unica». Gardaland, 200mila metri quadri lungo le sponde del lago, dal 2006 appartiene alla britannica Merlin Entertainments, colosso secondo solo alla Disne y.

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