4 Aprile 2017

Arriva una schiarita La disoccupazione cala all’ 11,5 per cento

Arriva una schiarita La disoccupazione cala all’ 11,5 per cento
la
crisi il risultato dovuto all’ aumento degli inattivi: a febbraio meno
83 mila unità in cerca di lavoro sotto quota tre milioni il numero di
chi non ha un impiego

Occupazione stabile e disoccupazione in calo a febbraio su base congiunturale, soprattutto grazie all’ aumento degli inattivi: nel mese – rileva l’ Istat – il tasso di disoccupazione è sceso all’ 11,5% dall’ 11,8% di gennaio con un calo di chi cerca lavoro di 83.000 unità che ha portato i disoccupati sotto quota tre milioni. Il dato è legato principalmente al calo degli inattivi che non cercano attivamente un lavoro o che cercano un lavoro ma non sono immediatamente disponibili a lavorare (-51.000 unità sul mese) mentre gli occupati sono rimasti stabili (+8.000). È diminuito anche il tasso di disoccupazione giovanile (al 35,2%) attestandosi sul livello minimo da settembre 2012. Dati positivi sono arrivati anche per l’ attività del settore manifatturiero. A marzo l’ indice Pmi rilevato da Markit/Adaci è salito a 55,7 punti da 55 punti di febbraio, registrando una espansione del settore per il settimo mese consecutivo e il valore massimo da marzo 2011. «Cala la disoccupazione, anche tra i giovani. L’ impegno per le riforme ottiene risultati. E continua»: ha detto il premier, Paolo Gentiloni commentando i dati Istat. Ma il risultato è ancora lontano da quello dell’ area Euro che a febbraio ha segnato un nuovo calo del tasso di disoccupazione arrivando al 9,5%, un livello di 0,8 punti inferiore a febbraio 2016 (-0,2 punti per l’ Italia). Gli occupati sono rimasti sostanzialmente stabili su gennaio, a quota 22.862.000, mentre sull’ anno si è registrata una crescita di 294.000 unità. Il tasso di occupazione è rimasto sui massimi al 57,5%. Su base annua l’ incremento si è diviso equamente tra maschi e femmine, mentre rispetto a gennaio si è avuto un calo di 47.000 unità tra gli uomini e un aumento di 55.000 tra le donne. Si conferma la tendenza alla crescita degli occupati concentrata nella fascia dei più anziani (+402.000 rispetto a febbraio 2016) sia per effetto della demografia (i baby boomers ormai rientrano nella fascia degli over 50) sia della stretta sull’ età per l’ accesso alla pensione. Il 2017 peraltro ha segnato la fine degli sgravi contributivi su tutto il territorio nazionale e questo probabilmente incide sull’ andamento dell’ occupazione permanente (-17.000 sul mese). Rispetto a febbraio 2016 si registra un aumento di 280.000 lavoratori dipendenti (112.000 permanenti e 178.000 a termine). «I dati delineano – ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti – un quadro del mercato del lavoro stabile su base congiunturale e in crescita su base annua. Nel complesso, da febbraio 2014 gli occupati crescono di 716.000 unità, 478.000 dei quali sono lavoratori stabili». «Il confronto con il passato – avverte i consumatori del Codacons – continua ad essere impietoso». «A febbraio la disoccupazione è calata all’ 11,5%, in diminuzione di 0,3 punti percentuali rispetto a gennaio e di 0,2 punti rispetto a febbraio 2016: numeri da prefisso telefonico che non possono in alcun modo rassicurare, specie se si considera l’ emorragia di occupati registrata in Italia negli ultimi 10 anni», afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, sottolineando che «il tasso di disoccupazione è passato, infatti, dal 6,1% del 2007 all’ 11,5% di febbraio 2017, con il numero di cittadini senza occupazione che è variato da 1.506.000 disoccupati del 2007 ai 2.984.000 di febbraio, ossia 1.478.000 disoccupati in più in 10 anni».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this