1 Aprile 2017

Formazione, decise altre undici condanne

Formazione, decise altre undici condanne
le pene più pesanti per sauta e feliciotto. due anni e 2 mesi a chiara schirò, 4 mesi a daniela d’ urso

Nuccio Anselmo messina Undici condanne e due assoluzioni. Alcune parecchio pesanti, le altre più lievi. E il sistema della formazione professionale gestito dalla galassia dell’ on. Francantonio Genovese che ha “generato” una nuova sentenza a distanza di pochi mesi, appena tre. A gennaio, per “Corsi d’ oro 2” si era trattato infatti di venti condanne e tre assoluzioni, tra cui la pena di 11 anni per Genovese. Alle 17 in punto di ieri si è chiuso invece in primo grado il processo “Corsi d’ oro 1”, ovvero il primo troncone d’ inchiesta sulla gestione dei fondi per gli enti di formazione professionale. A leggere le cinque pagine di sentenza il presidente della seconda sezione penale del tribunale, Rosa Calabrò. Le accuse Le accuse contestate a vario titolo originariamente erano di associazione a delinquere finalizzata al peculato ed alla truffa, reati finanziari e falsi in bilancio, tutti connessi alla gestione degli enti di formazione, e poi peculato, truffa e tentata truffa. Ma in sentenza i giudici hanno riqualificato i casi di peculato in truffa, uniformandosi al pronunciamento della Cassazione, che aveva escluso la sussistenza dei due reati in “contemporanea”. La sentenza Ecco quindi le condanne: 7 anni e 6 mesi all’ ex consigliere comunale Elio Sauta, presidente dell’ Aram; 3 anni e 6 mesi alla moglie Graziella Feliciotto; 2 anni e 2 mesi a Chiara Schirò, moglie del parlamentare di FI, ex Pd, Francantonio Genovese; un anno all’ ex segretaria di Genovese, Concetta Cannavò, in questo caso rappresentante della Lumen; 4 mesi a Daniela D’ Urso, moglie dell’ ex sindaco Giuseppe Buzzanca. Sono stati condannati inoltre ad un anno e 5 mesi Natale Lo Presti, ad un anno e 4 mesi Nicola Bartolone, a 6 mesi Carlo Isaja, un ispettore del Lavoro, a 2 anni Carmelo Capone, ex assessore comunale e rappresentante dell’ Ancol, ad un anno e 8 mesi Salvatore Giuffrè, a 3 mesi Daniela Pugliares. Assoluzioni e prescrizioni Due imputati “escono” dal processo: si tratta di Natale Capone e Giuseppe Caliri, che hanno registrato sia dichiarazioni di prescrizione e anche assoluzioni nel merito. Casi di prescrizione sono stati riconosciuti anche a Sauta, Feliciotto, Cannavò, Lo Presti, Carmelo Capone. Assoluzioni parziali da alcuni capi d’ imputazione hanno poi registrato Bartolone, Carmelo Capone e Daniela D’ Urso. Il beneficio della pena sospesa e della “non menzione” i giudici lo hanno accordato a Cannavò, Lo Presti, Bartolone, Isaja, Capone, Pugliares, mentre per la D’ Urso hanno concesso solo la sospensione della pena, ma non la “non menzione”. Pene accessorie e risarcimenti Vediamo come si articolano. Sauta: interdizione perpetua dai pubblici uffici, interdizione legale per la durata della pena, incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per 3 anni; Feliciotto: interdizione per 5 anni, incapacità di contrattare per 3; Schirò, Lo Presti, Giuffrè, incapacità di contrattare con la Pa per la durata delle pene; Cannavò, Bartolone, Capone, interdizione dai pubblici uffici e incapacità di contrattare con la Pa per la durata delle pene; Isaja e D’ Urso interdetti dai pubblici uffici per un anno. Altro capitolo quello dei risarcimenti: in 9 (Sauta, Feliciotto, Schirò, Cannavò, Lo Presti, Bartolone, Isaja, Capone, Giuffrè) dovranno risarcire – in un futuro processo civile -, la Regione Siciliana, l’ assessorato alla Formazione e il Codacons, oltre ad una serie di soggetti privati; in 2 (Capone e Giuffrè) dovranno risarcire alcune parti civili private, uno (Capone) altre parti civili private. Altro aspetto le sanzioni agli enti di formazione: Ancol (140 quote da 500 euro), Elfi Immobiliare (350 da 700 euro), Sicilia Service srl (140 da 700 euro), Centro Servizi 2000 (210 da 700 euro), Associazione Pianeta Verde (100 da 300 euro). Le richieste dell’ accusa Le richieste della Procura a novembre scorso, le hanno formulate i pm Fabrizio Monaco e Antonio Carchietti, che ieri erano presenti in aula alla lettura della sentenza. L’ intera inchiesta oltre ai due sostituti ha visto impegnato anche il collega Camillo Falvo, ed è stata coordinata dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita. I due magistrati nel novembre scorso avevano chiesto la condanna a 8 anni e 6 mesi per Sauta; a 6 anni e 10 mesi per Feliciotto; per Chiara Schirò, 6 anni e 4 mesi; per Concetta Cannavò 2 anni ed 8 mesi; per Natale Lo Presti, 6 anni e 10 mesi; per Nicola Bartolone, 4 anni e 10 mesi; per Carlo Isaja, 2 anni e 2 mesi; per Carmelo Capone e per il fratello Natale Capone, 5 anni ciascuno; per Giuseppe Caliri, 2 anni; per Salvatore Giuffrè, 4 anni; per Daniela D’ Urso 3 anni ed 8 mesi; infine per Daniela Pugliares 2 anni e 10 mesi. La “somma” dei due processi Altro aspetto. Per alcuni imputati, presenti nei due processi, si devono quindi “sommare” alle condanne di ieri le condanne di primo grado subite nell’ altro processo, chiuso a gennaio: Chiara Schirò (3 anni e 6 mesi), Elio Sauta (6 anni e 6 mesi), Concetta Cannavò (2 anni), Natale Lo Presti (3 anni), Graziella Feliciotto (4 anni e 6 mesi), Carmelo Capone (3 anni). Guardando poi alla sentenza sul piano “politico” si può fare un’ altra considerazione, visto che per l’ ex assessore Capone e il suo gruppo, notoriamente di Centrodestra, non è stata ritenuta sussistente l’ accusa di associazione a delinquere. Mentre per il Centrosinistra – all’ epoca la galassia Genovese era interamente calata nel Pd -, l’ associazione è stata invece ritenuta sussistente.
nuccio anselmo
 

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