1 Aprile 2017

Fondi regionali per i consumatori a rischio. La denuncia del Codacons e del deputato Cimino

Fondi regionali per i consumatori a rischio. La denuncia del Codacons e del deputato Cimino

Che fine hanno fatto i fondi che la Regione ha ottenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico e destinati alle associazioni dei consumatori che hanno partecipato, lo scorso anno, al bando regionale per la realizzazione di progetti utili a interventi a favore dei consumatori? Se lo chiedono diverse associazioni che ad oggi non hanno ottenuto il 50 per cento dei finanziamenti come previsto dal bando alla partenza degli stessi piani”Lo Stato ha trasferito una somma alla Regione da destinare ai consumatori attraverso progetti redatti ognuno da gruppi di sei associazioni, tra i quali anche un progetto di cui è capofila il Codacns” spiega Francesco Tanasi della segreteria nazionale. “Una volta vinta la gara, questi soldi non si sono visti. Non solo, abbiamo ricevuto quattro giorni fa una comunicazione, da parte dell’ Ufficio regionale preposto diretto da Alessandra Di Liberto, in cui ci si chiede di rendicontare le spese per l’ acquisto di macchinari e attrezzature utili alla realizzazione di tali progetti, pena la valutazione del finanziamento, in pratica il suo annullamento. Ma è un’ assurdità -continua Tanasi- le associazioni hanno bisogno di quel 50% previsto all’ art. 14 del bando, per comprare quelle attrezzature, è noto che le associazioni non hanno soldi e quindi non possiamo anticipare somme di cui non disponiamo!”.Della vicenda si è anche occupato ildeputato dell’ Assemblea Regionale Siciliana, Michele Cimino che, fanno sapere dal Codacons, ha fatto sapere di aver inviato al Presidente della Regione, Rosario Crocetta, e all’ assessore per l’ Economia, Alessandro Baccei, una interrogazione in merito ai soldi stanziati per le associazioni siciliane dei consumatori, utili all’ acquisto di macchinari, attrezzature e prodotti, che da Roma sono arrivati in Sicilia ma poi non sono stati erogati”.”I fondi del Ministero dello Sviluppo Economico destinati alle associazioni dei consumatori della regione Sicilia al fine di accrescerne la consapevolezza in materia di consumerismo, ad oggi sono finiti a residuo e in fase di riaccertamento -denuncia il deputato- così che le associazioni di categoria coinvolte non riescono più a svolgere serenamente le proprie attività”.Nell’ interrogazione, l’ onorevole Cimino si concentra sulla natura di queste risorse, considerando che”non gravano sulla fiscalità generale perché sono il risultato delle multe comminate alle società sanzionate dall’ Antitrust a seguito di pratiche commerciali scorrette e destinate ad azioni in favore dei consumatori”, così come previsto dalla legge 388 del 23 dicembre 2000.”Abbiamo anche come sottoscritto dai protocolli d’ intesa il 27 dicembre scorso tra l’ ufficio della segreteria generale della Presidenza della Regione Sicilia e le associazioni, per la realizzazionedel Programma generale di intervento” ricorda Tanasi.Il Codacons in particolare è capofila del programma “Mangia sano mangia siciliano”. Dopo l’ acconto del 50%, l’ intervento regionale prevede che ci sian un secondo acconto, del 40%,allo scadere del primo semestre, questo sì, dietro presentazione di rendicontazione di spesa pari all’ ammontare del primo acconto.”Il protrarsi di questa condizione, tuttavia, impossibiliterà le associazioni a rendicontare in tempo il primo acconto, perdendo così la possibilità di chiedere il secondo e costringendole ad una continua anticipazione delle somme necessarie all’ espletamento degli interventi. E questo è inattuabile” continua Cimino.L’ interrogazione si conclude con la richiesta di accertamento di responsabilitàsoprattutto in fase di impegno di spesa: “Chiediamo di conoscere i tempi dello sblocco delle somme incardinate nel bilancio della Regione come residui attivi, al fine di procedere all’ erogazione delle somme destinate agli interventi in programma”,conclude l’ onorevole.
 
 

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