29 Marzo 2017

Fondi Ue il Codacons presenta un esposto

Fondi Ue il Codacons presenta un esposto

PALERMO. Il Codacons ha presentato un esposto alla Corte dei Conti della Sicilia e all’ Autorità Anticorruzione in merito ai fondi comunitari persi dalla Regione siciliana e che non saranno rimborsati da Bruxelles. Codacons rimane una delle strutture federative più rappresentative sul piano nazionale per il volume di attività prodotto e fa parte di numerose commissioni consultive della Pubblica amministrazione. L’ associazione ha quindi voluto chiedere uno specifico approfondimento, dopo che nei giorni scorsi l’ amministrazione regionale, a conclusione di un lungo processo di mediazione con la commissione europea, ha di fatto chiuso la trattativa con un saldo negativo di oltre 50 milioni di euro: «Da notizie apparse sulla stampa si apprende che la Regione dovrà restituire a Bruxelles 57 milioni di euro spiegano dall’ associazione -, la cifra si riferisce ai fondi comunitari della programmazione 2000-2006, risorse che l’ Europa non rimborserà alla Sicilia». Nella nota si fa riferimento alle certificazioni presentate dall’ amministrazione e relative alla spesa dei fondi, che non hanno superato l’ esame dell’ Ue: «Se il contenuto dell’ articolo trovasse rispondenza alla realtà – scrive l’ associazione dei consumatori nell’ esposto – si solleverebbero dubbi non solo sullo spreco di denaro pubblico, ma sull’ illecito utilizzo dello stesso e, dunque, al grave danno alla Pubblica amministrazione e a tutta la collettività ritenendosi, pertanto, indispensabile, necessario e doveroso che le autorità adite svolgano tutte le indagini volte a stabilire come siano stati assegnati i fondi, quali criteri e come sono stati effettivamente investiti o non investiti». Il programma era costituito dai quattro fondi strutturali ( FseFesr- Feaog -Sfop) che si occupavano rispettivamente di spesa per fondo sociale, agricoltura pesca e fondi per lo sviluppo regionale. La dotazione del piano complessivo ammontava a 5 miliardi, 557 milioni 834mila euro. Oltre alla cifra perduta, che in dettaglio arriva a 57.064.433 euro, rimarrebbero in ballo 43 milioni ‘congelati’ che restano in sospensione, ma, che al momento non devono essere restituiti alla comunità europea. La proposta iniziale della commissione ottobre del 2012, prevedeva 149 milioni di euro da restituire a Bruxelles (149.747.597,28) G. B.
 

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