I cinghiali distruggono le coltivazioni E gli agricoltori non beccano un euro
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fonte:
- Giornale d`Italia
oltre il danno, la beffa: non riconosciute le domande di indennizzo perché i fondi non sono disponibili
Icinghiali non rappresentano solo un pericolo per i centri abitati e le aree verdi, gli automobilisti e i centauri, ma anche una seria minaccia per gli allevatori e gli agricoltori del parco della Marcigliana. E’ l’ ultimo allarme lanciato dalla Coldiretti Lazio, che segue la morte di Nazzareno Alessandri, travolto ed ucciso da un cinghiale mentre era a bordo del suo scooter su via dell’ Inviolatella Borghese, e la tragedia sfiorata mercoledì nella zona di Bel Poggio (Municipio III) in via Settebagni, quando a rimetterci la pelle è stato questa volta un ungulato coinvolto in uno scontro con un’ auto. Un fenomeno, però, che sta colpendo duramente anche il tessuto economico e produttivo. Nel parco Marcinaglia, secondo le stime dell’ associazione di categoria, la loro popolazione si attesta almeno sui 2.000 capi, che scavano il terreno persino tra gli uliveti mettendo a repentaglio ogni attività, compromettendo interi raccolti e causando pesanti perdite di reddito. Ma l’ Italia si conferma un Paese dalle mille contraddizioni. Nessuno degli imprenditori che hanno presentato la domanda di indennizzo ha ricevuto finora il “becco di un quattrino per le devastazioni da una fauna selvatica subite nel 2016”, ha rivelato David Granieri, presidente della Coldiretti Lazio. Oltre il danno, pure la beffa: i fondi non sono disponibili. Se da un lato le istituzioni competenti – Comune di Roma, Provincia di Roma e Regione Lazio – non sembrano assicurare le misure di sicurezza, dall’ altro le vittime, in questo caso gli agri coltori e gli allevatori, devono rimboccarsi le maniche per riparare i danni subiti dalle scorribande dei cinghiali. “I cinghiali – riporta la Coldiretti hanno distrutto interi campi di grano e un nostro associato sarà costretto a comprare sul mercato il grano per alimentare gli animali del suo allevamento, con un aggravio di costi insostenibile per il bilancio aziendale”. Coltulre di masi, di erbaio, di favino e grano duro che sono interamente perse. Un danno che è quantificabile in migliaia di euro. Ma le possibili soluzioni sono ancora in altomare. Se le istituzioni sembrano dividersi tra gli abbattimenti e la sterilizzazione, la Coldiretti propone di avviare la cattura dei cinghiali con le gabbie nelle aree protette. Una prassi che è stata già messa in campo a Viterbo e al parco del Circeo, dove i capi catturati vengono “macellati nei mattatoi pubblici sotto il controllo delle autorità sanitarie e le loro carni lavorate, trasformate e commercializzate”, fa notare l’ associazione. Dunque, un’ emergenza non più rinviabile che ha già provocato la morte del centauro Nazzareno Alessandri, per la quale il Codacons ha chiesto alla procura capitolina di aprire un’ indagine per verificare le responsaiblità e accertare se “l’ amministrazione capitolina abbia posto in essere tutte le misure per tutelare la sicurezza delle strade romane”.
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