«Giù l’ ecomostro: costerà 30mila euro»
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fonte:
- La Città di Salerno
PETINA Sarà abbattuto martedì prossimo quello che è stato già definito l’ ecomostro di Petina. Una struttura in legno lamellare da adibire a ricovero attrezzi per lavori socialmente utili nel cuore dell’ Aresta, nel bel mezzo del territorio del Parco del Cilento. Ed è stato proprio l’ ente, presieduto dal direttore generale Domenico Nicoletti, nel 2001, a chiedere la concessione edilizia, facilmente ottenuta contro tutti i pronostici, al Comune di Petina per la costruzione di tale ricovero. La struttura però non viene terminata poiché nel 2003 viene sequestrata: «I lavori effettuati fino a quel momento non combaciano col progetto presentato dall’ ente – spiega l’ avvocato Maria Cristina Rizzo del Codacons – In pratica si stava costruendo uno chalet con tanto di camere da letto e cucina, nel bel mezzo dei Monti Alburni, meta di numerose esplorazioni speleologiche e di un osservatorio. Sia il direttore Nicoletti che gli altri imputati sono stati assolti perché il fatto non sussiste, ma per ben 7 anni quell’ ecomostro è rimasto lì, nonostante il dissequestro del 2010». Si dovrebbe procedere all’ abbattimento o quanto meno al recupero del materiale, ma il Comune rimase inerte fino a che il Codacons decide di effettuare una diffida affinché l’ ente pubblichi un bando per una gara d’ appalto per abbattere il ricovero. «Finalmente martedì prossimo ci sarà l’ abbattimento – continua Rizzo – alla modica cifra di 30mila euro, spesi dal Parco che avrebbe potuto investirli in ben altro». «Quello che ci rende perplessi – spiega l’ avvocato Raffaella D’ Angelo – è la lungaggine col quale si è affrontata la questione. Ben 14 anni per decidere l’ abbattimento di un’ opera per la quale non vi sarebbe dovuta essere nemmeno la concessione edilizia».(e.d’ a.)
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