16 Marzo 2017

Segnali di risveglio per l’ economia locale

Segnali di risveglio per l’ economia locale

IL REPORT Dati contrastanti quelli dell’ economia. Dati in chiaroscuro che implicano una movimentazione, a partire dalle esportazioni (Istat) che, nel quarto trimestre 2016, vedono la nostra provincia, assieme alla confinante ascolana e alla chietina, assestarsi tra quelle in Italia che hanno registrato una maggiore variazione positiva. Insomma ci si muove anche se a passo lento dallo stagno economico e commerciale, i primi timidi cenni di riscossa sono già presenti. Per la Camera di Commercio è difatti in vista una ripresa agganciata agli stanziamenti per il cratere e ai finanziamenti europei. Teramo costituisce circa il 17 per cento del totale abruzzese dell’ export, secondo solo a Chieti, che rappresenta quasi il 70% del volume complessivo, determinato però su imprese non abruzzesi, come nel caso dell’ Automotive in Val di Sangro. Gli Stati Uniti, grazie all’ andamento favorevole della domanda interna, in particolare per la ripresa dei consumi e la robustezza del dollaro, si confermano il principale motore delle esportazioni di tutte le realtà distrettuali abruzzesi, compresa quella teramana, ma ancora non sufficienti per invertire decisamente la rotta. In aggiunta l’ Istat segnala una crescita delle vendite al dettaglio ma per Codacons non sarebbe altro che una sorta di rimbalzo viste le magre di Natale e degli eventi calamitosi che hanno messo in ginocchio il territorio. Altro dato positivo è la crescita del numero delle imprese registrate nel 2016: Teramo ha fatto segnare, dopo Pescara, il miglior risultato in Abruzzo con un consolante 0,4% (il dato nazionale è di 0,2%). Il saldo tra chiuse ed aperte è positivo (+148) però va giù il comparto delle costruzioni (-108). In calo anche i fallimenti, ma anche qui vale il discorso delle vendite al dettaglio: la posizione di partenza era troppo critica per definirla assolutamente una buona notizia ma a quanto pare tale assunto vale per diversi aspetti economici e finanziari della nostra realtà. Teramo rimane una delle province più industrializzate d’ Italia riconosce il presidente Gloriano Lanciotti -; noi siamo moderatamente ottimisti: se si riuscirà a fare entrare i comuni nel cratere questo ci permetterà di gestire una ripresa. E con le risorse che avevamo dal Masterplan e dai ai fondi comunitari, noi possiamo ripartire; le scelte comunque vanno fatte in maniera mirata in questa provincia che ha dato tanto e che può dare ancora molto. Maurizio Di Biagio © RIPRODUZIONE RISERVATA.
maurizio di biagio

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