9 Marzo 2017

«Gratta e Vinci meno dannosi» Vittoria a metà per i divieti di Gori

«Gratta e Vinci meno dannosi» Vittoria a metà per i divieti di Gori
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tar dà ragione a palafrizzoni sulle regole contro la ludopatia, ma solo
per le slot il sindaco: sentenza contraddittoria, faremo ricorso. il
codacons: il tribunale sbaglia

Giorgio Gori esce dalla riunione di giunta con i passaggi salienti della sentenza sottolineati a penna. È il giudizio a favore, quello che respinge i tre ricorsi presentati da Lottomatica, Lotterie nazionali e Lotto Italia contro le limitazioni che Palazzo Frizzoni aveva introdotto per contrastare la dipendenza da gioco nell’ estate 2016: banditi il gioco e la vendita di lotterie istantanee dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21 in tutti i bar a meno di 100 metri dalle banche e di 500 da luoghi sensibili (scuole, oratori, biblioteche). I giudici parlano di «scelta ponderata e maturata, operata sulla scorta dei preoccupanti dati reperiti». Di una scelta efficace, anche, perché le finestre di stop spezzano il mantra che ogni malato di gioco si ripete: «Solo un partita ancora». Il succo è nelle ultime parole: «Il sindaco ha agito per garantire la salute e serenità» dei cittadini, afferma il tribunale. E Gori, che della lotta alla ludopatia ha fatto uno dei suoi temi forti, sottolinea «l’ importante risultato», è sicuro che «Bergamo farà da apripista ad altre città», annuncia che il regolamento sarà presto ripristinato. Ammette, però, che è solo un punto a favore in una battaglia destinata a non fermarsi qui. Sia perché «immaginiamo che le società faranno appello al Consiglio di Stato», mette le mani avanti. Sia perché la quarta sentenza, quella legata al ricorso della Federazione italiana tabaccai, stoppa il Comune su Gratta e Vinci e 10 e Lotto. Sul punto il collegio dà due motivazioni. Da una parte sostiene che i Comuni non hanno potere su «giochi, leciti, gestiti in forza di una concessione ministeriale, in regime di monopolio». Dall’ altra, pone su piani diversi Gratta e Vinci e 10 e Lotto rispetto a slot-machine e videopoker. Questi ultimi «appaiono più insidiosi» perché, argomentano i giudici citando una sentenza del Tar del Veneto dello scorso anno, «implicano un contatto diretto ed esclusivo tra l’ utente e la macchina senza alcuna intermediazione umana volta a disincentivare, per un normale meccanismo patologico legato al senso del pudore, l’ ossessione del gioco, specie nella fase iniziale del processo di dipendenza patologica». Il ricorso, sui Gratta e vinci in particolare, è sicuro. Gori: «Troviamo che ci sia una contraddizione tra le sentenze – dichiara -. Con tutto il rispetto, credo in una svista dei giudici, perché se è vero che 10 al Lotto viene erogata in base a una concessione diretta del Monopolio al tabaccaio, lo stesso non vale per i Gratta e Vinci, che infatti si possono acquistare anche nelle edicole e al supermercato». Persino attraverso distributori automatici. «Che siano meno dannosi è tutto da vedere», aggiunge il sindaco. E il Codacons è dalla sua parte: «La sentenza del Tar è sbagliata – attacca il presidente Carlo Rienzi -. È assurdo che siano i tabaccai a decidere sulla salute pubblica. Siamo pronti ad appoggiare il Comune». La giunta ieri ha riapprovato il regolamento, aggiustato senza il capitolo sui Gratta e vinci. Il 20 marzo sarà in Consiglio, poi dovrebbero tornare le multe (fino a 500 euro). Oltre alle limitazioni di orario (sono esenti le sale bingo e il Lotto tradizionale), è vietata la reclamizzazione del gioco nei luoghi pubblici comunali.

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