Pil, l’ Istat conferma: +9% Padoan incita a fare di più
MILANO – «Sono tutte buone notizie per gli italiani». Parlando ai microfoni del Tg1 a poche ore dalla pubblicazione del report Istat dedicato a Pil e indebitamento delle amministrazioni pubbliche, il ministro dell’ Econo mia, Pier Carlo Padoan, sottolinea prima di tutto quanto di buono è stato confermato dall’ istituto di statistica per il 2016. A partire dalla crescita dello 0,9% del prodotto interno lordo, superiore a quella dello 0,8% prevista dal governo nell’ ultimo aggiornamento del Def. Un dato che, oltretutto, mostra un lieve progresso rispetto allo 0,8% del 2015. «Significa che la crescita continua ad accelerare, che il deficit continua ascendere in modo ordinato, che il debito si stabilizza, che la pressione fiscale scende», sintetizza al telegiornale Padoan, segnalando però che «si deve fare di più». Motivo per cui l’ attuale esecutivo è pronto a “riaffermare la strategia di crescita del governo precedente di questo, basata su riforme strutturali, sostegno agli investimenti pubblici e privati e inclusione sociale». Dichiarazioni che fanno eco a quanto affermato via Twitter dallo stesso ministro nella mattinata: «Crescita ancora troppo lenta, come prima della crisi. Per creare occupazione e benessere dobbiamo liberare energie realizzando riforme». Per misurare il passo relati vo dell’ Italia, d’ altra parte, basta osservare quanto fatto dagli altri Paesi, Ue e non, l’ an no passato: se il Pil tedesco ha segnato una crescita dell’ 1,9%, quelli di Regno Unito (1,8%), Stati Uniti (1,6%) non hanno fatto molto peggio. E anche la Francia, pur con una crescita contenuta all’ 1,1%, ha superato il risultato italiano. «La crescita italiana si consolida, ma c’ è ancora molto da fare», ha riassunto in una nota Confesercenti, invitando a intervenire sull’ Irpef e a “procedere all’ aggiustamento dei conti richiestoci dalla Ue senza incidere eccessivamente su consumi e Pil.” Mentre le parole più dure sono arrivate dalle associazioni dei consumatori. Per Federconsumatori e Adusbef, quello certificato dall’ Istat è «un dato che, in tutta la sua modestia, mostra come il nostro Paese stia ancora galleggiando nell’ indeterminatez za». Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha invece sottolineato che la crescita del Paese «è del tutto insufficiente». Non al solo Pil si limita comunque la fotografia di fine anno scattata dall’ Istat, che ha rilevato anche un calo del rapporto tra deficit e Pil, sceso dal 2,7% del 2015 al 2,4%. E’ inve ce cresciuto fino a quota 2.217,695 miliardi di euro, cioè fino al 132,6% del Pil, il debito pubblico. m.v.
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