1 Marzo 2017

I prezzi di frutta e verdura accendono l’ inflazione “Ma è un segno positivo”

I prezzi di frutta e verdura accendono l’ inflazione “Ma è un segno positivo”

ALESSANDRA CORICA ACRESCERE sono soprattutto i prezzi di frutta e verdura. Ma, in generale, sono tutti gli alimentari a trainare la ripresa, con un rialzo che, a Milano, è più marcato rispetto al resto d’ Italia. «Ma che – spiega Patrizio Tirelli, docente di Economia politica alla Bicocca – non deve essere visto negativamente: anche se è ancora presto per parlare di ripresa, è sicuramente un segno positivo». Riparte l’ inflazione a Milano: a febbraio 2017, secondo le elaborazioni diffuse ieri dal Comune per conto dell’ Istat, l’ indice dei prezzi al consumo ha marciato al ritmo del 2,1 per cento: in pratica vuol dire che, rispetto al febbraio del 2016, i prezzi in città hanno avuto un andamento al rialzo. Dopo mesi in cui erano rimasti al palo, tanto da far temere una stagnazione e una possibile nuova crisi. Quello raggiunto a febbraio è il livello più alto al quale sono arrivati i prezzi, in città, da ottobre 2015. Non solo: l’ incremento è anche superiore a quello registrato a livello nazionale, dove l’ inflazione si ferma all’ 1,5 per cento. «Questi aumenti sono legati da un lato alla crescita dei prezzi degli alimentari, dall’ altro a quella dei prodotti energetici, che registrano un incremento anche rispetto al mese precedente – dice Tirelli -. Non sono negativi, però: la Banca d’ Italia ha infatti fissato al 2 per cento l’ obiettivo per l’ inflazione». Ovvero, un livello “positivo” che non indica un’ eccessiva fiammata dei prezzi, quanto invece «un maggiore equilibrio tra domanda e offerta – aggiunge Lucia Tajoli, ordinaria di Politica economica alla Business school del Politecnico – che, di solito, è segno di un mercato che a poco a poco riparte. Che questo avvenga soprattutto a Milano, dove appunto l’ indice dei prezzi si posiziona in linea con l’ obiettivo del 2 per cento, non deve stupire: l’ inflazione misura non tanto i livelli dei prezzi, quanto il loro cambiamento. E una città come Milano, molto dinamica, è ovvio che sia più propensa ad esso rispetto al resto d’ Italia». A trainare la ripresa dei prezzi sono, allora l’ energia, i trasporti e i servizi alberghieri e di ristorazione. Ma, soprattutto, gli alimentari: corrono i prezzi del pane e della pizza, del cioccolato e del burro. E poi, soprattutto, del pesce, della carne, della frutta e della verdura: i vegetali freschi in vendita sia nei supermercati sia nelle botteghe di Milano sono protagonisti, infatti, di una vera e propria fiammata. Secondo i dati di Palazzo Marino, la frutta fresca in un anno presenta un’ inflazione in crescita del 13 per cento. La verdura, addirittura del 45,3: un boom, insomma. «Che è dovuto – spiega Elisa Scotti, della Coldiretti – soprattutto alle incognite climatiche degli ultimi mesi. Si pensi, per esempio, al gelo delle prime settimane del 2017. Ma anche alla primavera piovosa dell’ anno scorso, seguita poi da un’ estate di estrema siccità, che ha danneggiato buona parte delle coltivazioni a chilometro zero della pianura Padana. Tutti questi elementi concorrono a far salire il prezzo di frutta e verdura ». Non solo: a contribuire ai rincari, anche la diminuzione della produzione agricola nel Centro e del Sud Italia, «dove vengono coltivate frutta e verdura in foglia che poi vengono vendute nei mercati milanesi – spiega Scotti – . Dopo il terremoto, la produzione di questi ortaggi è diminuita, e questo ha contribuito ulteriormente ad alzare i livelli dei prezzi». Perplessi i consumatori, che temono un nuovo boom dei prezzi: «Il problema è che a Milano il costo della vita è troppo alto – dice Marco Donzelli, numero uno del Codacons -. È necessario un intervento da parte del governo, per differenziare a livello regionale gli stipendi. Che qui, rispetto al Centro-sud, hanno minore potere d’ acquisto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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