I prezzi riprendono a galoppare: inflazione al top dal marzo 2013
a far schizzare il dato sono i vegetali freschi (+37% a causa del maltempo) e l’ impennata dei carburanti, il codacons: «rincari annui per 450 euro a famiglia»
L’ inflazione accelera ancora e a febbraio sale all’ 1,5% dall’ 1% di gennaio. I prezzi degli alimentari non lavorati (frutta e verdura), e dei beni energetici non regolamentati, in altre parole i carburanti, continuano a spingere verso l’ alto l’ indice che si riporta ai massimi da quattro anni: per trovare un livello più elevato bisogna tornare al marzo del 2013 quando l’ inflazione era all’ 1,6%. Stando alle stime preliminari dell’ Istat a febbraio l’ indice nazionale dei prezzi al consumo registra poi un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente. S’ impenna anche il carrello della spesa con i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona che aumentano dell’ 1,1% su base mensile e del 3,1% su base annua toccando il valore più alto da ben otto anni (a febbraio 2009 era al 3,3%). L’ inflazione acquisita per il 2017 – fa sapere l’ Istituto – è all’ 1%. Su base annua i prezzi dei vegetali freschi schizzano addirittura del 37,3%. E la Coldiretti avverte: «L’ ondata di maltempo ha provocato a gennaio danni nelle campagne superiori ai 400 milioni di euro ma insieme agli agricoltori a pagare il conto dei cambiamenti climatici rischiano di essere anche i consumatori che subiscono gli effetti delle speculazioni in una situazione in cui i prezzi degli ortaggi aumentano in media triplicano dal campo alla tavola». A correre è anche il prezzo della benzina che aumenta dello 0,4% rispetto a gennaio e la relativa crescita tendenziale si amplia di 2,7 punti percentuali (+12%, era +9,3% a gennaio); quello del gasolio per mezzi di trasporto aumenta dello 0,1% su base mensile e segna un’ accelerazione della crescita tendenziale (+17,6, da +13,9% del mese precedente). Un’ inflazione all’ 1,5% preoccupa però i consumatori con il Codacons che avverte: «le ripercussioni non sono indifferenti per le tasche dei consumatori, con una maggiore spesa su base annua pari a +450 euro a famiglia». Sulla stessa linea è anche Confesercenti secondo cui l’ uscita dell’ Italia dalla deflazione «è un fatto senz’ altro positivo; ma in assenza di una crescita economica sostenuta, una ripresa dell’ inflazione dovuta soprattutto ai carburanti rischia di frenare ulteriormente i consumi». L’ aumento rilevato nei primi mesi di quest’ anno «non pare infatti dovuto ad un rafforzamento della domanda da parte dei consumatori, quanto piuttosto a cause esterne». Secondo Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, L’ aumento generalizzato dei prezzi «in presenza di una crescita economica, in termini reali, modesta rischia di far entrare il nostro Paese in stagflazione. Per uscire da questa situazione chiediamo al governo di contrastare la miopia di chi ancora si ostina sulla strada dell’ austerità dei conti pubblici, ed evitare che la possibile manovra correttiva di aprile possa avere l’ effetto di deprimere la crescita».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Inflazione
