La protesta dei precari: via i furbetti, dateci il lavoro
NAPOLI Nuovi sviluppi nell’ inchiesta del pool ‘Mani Pulite’ della Procura napoletana sui ‘professionisti dell’ assenteismo’ all’ ospedale Loreto Mare. Secondo quanto sta emergendo, dopo il blitz di venerdì che ha iscritto nell’ elenco degli indagati 94 persone, al presidio della Marina ci sarebbe una sorta di opificio di tac e referti medici da utilizzare soprattutto nelle truffe alle compagnie di assicurazioni per falsi sinistri e finti incidenti stradali. La centrale del falso sarebbe un ufficio del reparto di radiologia in cui, di notte, si lavorava per confezionare tac ed altri documenti, usando timbri, nomi, stampanti, che sarebbero serviti poi per le pratiche di rimborsi assicurativi. In questa direzione ipotesi al vaglio dei Carabinieri del Nas e verifiche accelerate dei magistrati. Quello dei referti medici falsi è un filone parallelo all’ inchiesta riguardante gli assenteisti di mestiere, destinatari delle ordinanze di custodia agli arresti domiciliari. Per questi proseguono gli interrogatori: la maggior parte degli indagati si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Ieri si sono recati al lavoro nel nosocomio, con provvedimento del gip Pietro Carola, 50 dei 55 agli arresti domiciliari, con stipendio decurtato. Misura adottata per non creare un grave disservizio. Il pm Ida Frongillo, titolare dell’ inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’ Avino, ha ascoltato anche in qualità di persona informata dei fatti, il dirigente della Asl Napoli 1, Elia Abbondante, che all’ epoca dei fatti contestati, cioè nel 2015, non era in carica. Oltre all’ indignazione dei pazienti del Loreto Mare e dei napoletani, l’ inchiesta ha fatto scoppiare la collera dei precari della sanità. All’ esterno del Loreto Mare, ieri mattina, si è radunato il Movimento infermieri campani e professioni sanitarie. Dietro uno striscione, con la scritta ‘Lottiamo per la legalità, i diritti e la buona sanità, uniti si può’, la protesta rabbiosa. Chiedono che sia data loro la possibilità di lavorare. «Siamo vincitori di concorso in altre regioni perché qui non ne bandiscono – ha raccontato una manifestante – Lavoriamo altrove, chiediamo il loro licenziamento e lo scorrimento delle graduatorie di mobilità». Un altro manifestante ha aggiunto: «Non c’ è giustificazione al loro comportamento dettato dalla furbizia – aggiunge – Nessuna attenuante. Siamo precari mentre qui i colleghi che hanno un lavoro sono assenteisti». Chiede esplicitamente il licenziamento delle persone indagate il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Borrelli: «A casa chi ha sbagliato e nessun passo indietro. La magistratura sia implacabile nei loro confronti ». Il Codacons, intanto, si è costituito parte lesa: l’ avvocato Giuseppe Ursini spiega che «ritardi e assenze hanno arrecato un danno ai cittadini e alla loro salute». Per combattere l’ assenteismo il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, punta adesso a tre interventi: estendere a tutti gli ospedali campani il sistema in vigore al Ruggi d’ Aragona di Salerno che utilizza le impronte digitali, invece del classico badge, per segnare accesso e uscita dei dipendenti, un’ intesa con i Nas per opportune verifiche e studiare un modo attraverso il quale monitorare e controllare la presenza nel luogo specifico di lavoro di tutti i dipendenti. «Un sistema, dunque, per verificare in modo costante l’ effettiva presenza e non solo l’ entrata e l’ uscita». RIPRODUZIONE RISERVATA
valeria chianese
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