24 Febbraio 2017

L’ autore della pagina contro l’ atleta sarebbe a capo di un gruppo che incita all’ odio

L’ autore della pagina contro l’ atleta sarebbe a capo di un gruppo che incita all’ odio il codacons: «bene la procura ora stop alla violenza in rete»

E stato un esposto presentato dal Codacons ad indurre la Procura di Venezia ad aprire formalmente un fascicolo sul caso che vede coinvolta la campionessa veneziana Bebe Vio in metro alle minacce ricevute attraverso Facebook. Il procuratore capo reggente di Venezia, Adelchi d’ Ippolito, ha accolto la denuncia dell’ associazione, aprendo un fascicolo per i reati di minaccia grave e istigazione a delinquere a cui si aggiungerà la denuncia della stessa Bebe. «Esprimiamo grande soddisfazione per la decisione della Procura, la prima che finalmente in Italia vuole vederci chiaro sugli insulti e le minacce pubblicate sui social network, ma non basta afferma il Presidente del Codacons Carlo Rienzi . Chiediamo al procuratore Adelchi d’ Ippolito di estendere l’ inchiesta, indagando su quei gruppi nati su Facebook che incitano all’ odio e alla violenza, soprattutto verso donne, gay e disabili. Gruppi estremamente pericolosi perché possono avere effetti tragici sui più giovani o sulle menti più fragili (portandoli a compiere gesti illeciti), e dove addirittura si scambia materiale pedopornografico. Non a caso sembrerebbe che l’ autore della pagina contro Bebe Vio sia anche membro e amministratore di uno di questi gruppi facebook su cui il Codacons chiede ora di indagare». E a fare nomi e cognomi e a complimentarsi con la Procura di Venezia per l’ azione giudiziaria avviata è stata ieri anche Selvaggia Lucarelli dalla sua pagina Facebook. «Sono felice che un personaggio molto noto accenda i riflettori su questa questione ha scritto Lucarelli -. Il problema riguarda sempre lo stesso giro di gruppi fb su Pastorizia never dies». (r.ros.) © riproduzione riservata.

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