23 Febbraio 2017

«Un polverone esagerato»

«Un polverone esagerato»

VENEZIA – (R.M.V.) Sul caso delle minacce sessuali in Facebook contro Bebe Vio, la campionessa paraolimpica di scherma, la Procura di Venezia ha aperto un’ inchiesta ipotizzando i reati di minaccia aggravata e istigazione a commettere reato. Il fascicolo è stato aperto dal procuratore reggente, Adelchi D’ Ippolito, sulla base dell’ esposto presentato dal Codacons. La Polizia postale è stata incaricata di individuare gli autori della pagina, ma anche le persone che hanno postato commenti offensivi e volgari. La casella nel frattempo è stata cancellata. L’ atleta veneziana d’ origine (compirà 20 anni il 4 marzo) e trevigiana di residenza, ieri, è tornata sulla vicenda, rimarcando: «Spero che la mia denuncia sia d’ esempio per gli altri». Ma desidera anche chiudere la questione: «Quello che successo a me è poco rispetto a quello che si agita nei social: a tanti accade anche di peggio e non dicono nulla. Il mio messaggio è: quando vi capita una cosa del genere, ditelo, difendetevi, far finta di nulla è come accettarlo. Per il resto sono serena e vado avanti per la mia strada. Bebe, ieri sera, è stata ospite del programma serale di Alessandro Cattelan e oggi sarà a Treviso dove incontrerà una delegazione dell’ organizzazione delle Paraolimpiadi di Tokyo 2020. «Passato il dispiacere – ci ha detto il padre, Ruggero Vio – Bebe è tranquilla. Anzi il polverone è stato un po’ esagerato: ci sono persone che dal web hanno problemi ben più gravi. È comunque giusto che chi ha fatto una cosa del genere sia individuato e riceva delle sanzioni. Stiamo ricevendo centinaia di testimonianze di solidarietà». È vero che vi hanno contattato alcuni degli aderenti al profilo incriminato? «Ci hanno scritto un (presumo) giovane, che si è scusato, e una signora, impegnata nella scuola e nel volontariato, che, affranta, ci ha spiegato di essersi sbagliata: ha visto la foto di mia figlia e ha cliccato mi piace’, credendo di sostenerla. Anch’ io mi confondo in internet». Tra i messaggi quello della trevigiana Silvia Marangoni, 11 volte campionessa mondiale di pattinaggio artistico: «Bebe, sono al tuo fianco: non ti curar di loro, ma guarda e passa. Quando si ha un ruolo pubblico certamente si possono subire critiche, ma qui cadiamo nell’ odio e nella violenza. Non possiamo rimanere inermi o lasciar passare. Lo dico forte e chiaro: queste persone si devono vergognare e devono chiedere scusa pubblicamente». © riproduzione riservata.
 
 

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