La verdura riaccende l’ inflazione
effetto maltempo. per i vegetali il prezzo è salito del 20,4% e per la frutta del 7,3%
ANNA RITA RAPETTA ROMA. L’ inflazione a gennaio cresce oltre le attese trainata dall’ accelerazione dei prezzi dei carburanti e dai rincari del carrello della spesa, soprattutto per l’ impennata dei prezzi di frutta e verdura per effetto del maltempo. Al lordo dei tabacchi, l’ indice nazionale dei prezzi al consumo è in crescita dell’ 1% rispetto a un anno fa, mentre la stima preliminare si fermava a quota +0,9%, e dello 0,3% rispetto al mese precedente. Il tasso di incremento annuo registrato a gennaio è il più alto da tre anni e mezzo. Per trovare un valore maggiore, spiegano dall’ Istituto di statistica, bisogna andare indietro fino all’ agosto del 2013, quando era stato dell’ 1,2%. E’ quanto comunica l’ Istat che evidenzia l’ accelerazione del caro vita rispetto al mese di dicembre 2016, quando il rialzo dell’ inflazione ha fatto segnare un +0,5%. Stando ai conti del Codacons, questo comporterà una maggiore spesa di 300 euro l’ anno a famiglia. “Il rialzo dell’ inflazione è dovuto alle componenti merceologiche i cui prezzi presentano maggiore volatilità”, spiega l’ Istat. Accelera, in particolare, la crescita tendenziale dei beni energetici non regolamentati (+9,0%, da +2,4% del mese precedente) e degli alimentari non lavorati (+5,3%, era +1,8% a dicembre), cui si aggiunge il ridimensionamento del calo dei prezzi degli energetici regolamentati (-2,8%, da -5,8%). Per questo motivo, l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e alimentari freschi, rallenta passando a +0,5%, da +0,6% del mese precedente. Su base annua la crescita dei prezzi dei beni accelera in misura signi ficativa (+1,2%, da +0,1% di dicembre) mentre quella dei servizi rallenta (+0,7%, da +0,9% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto a dicembre, il differenziale inflazioni stico tra servizi e beni torna negativo dopo 46 mesi portandosi a meno 0,5 punti percentuali. L’ inflazione acquisita per il 2017 risulta pari a +0,7%. Da dicembre a gennaio sono triplicati gli aumenti dei prezzi del carrello della spesa: beni alimentari, cura della persone e della casa hanno fatto registrare rincari del l’ 1,1% a gennaio su base mensile e dell’ 1,9% su base annua (era +0,6% a dicembre). Aumenti ancora più marcati per i prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto: salgono dello 0,9% in termini congiunturali e registrano una crescita su base annua del 2,2%, dall’ 1% del mese precedente. Da primato l’ impennata fatta registrare dei prezzi dell’ ortofrutta che a gennaio sono saliti del 20,4% su base annua per i vegetali freschi e del 7,3% per la frutta fresca: non accadeva da vent’ anni. Il record precedente era stato raggiunto ad aprile 2002 con un incremento del 19,6%. “L’ aumento dei prezzi ortofrutticoli a gennaio è consistente pure rispetto a dicembre con un rincaro del 14,6% anche se nel mese di febbraio si sta registrando un rapido ritorno alla normalità nei mercati”, commenta Coldiretti che evidenzia come “con l’ andamento dell’ inflazione a gennaio sono stati stravolti i consumi alimentari degli italiani con un balzo negli acquisti del 14% di carne bovina, del 10% di salumi e dell’ 8% di carne di maiale”. L’ aumento dell’ inflazione tocca tutta l’ Eurozona: a gennaio è salita a 1,8% su base annuale, rispetto al l’ 1,1% di dicembre. Lo indica Euro stat specificando che per l’ insieme della Ue-28 il tasso di gennaio è stato dell’ 1,7% contro l’ 1,2% del mese precedente. Guardando ai singoli paesi, l’ inflazione maggiore è in Belgio (3,1%), la più bassa in Irlanda (0,2%). L’ Italia, con il tasso (1%) raddoppiato rispetto a dicembre (0,5%), resta il nono più debole nell’ Ue.
anna rita rapetta
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