Minacce a Bebe su Fb, acquisite le schermate
la procura di venezia apre un’ inchiesta e la blogger lucarelli segnala il nome del presunto responsabile
VENEZIA La Procura della Repubblica di Venezia ha aperto un fascicolo per minaccia grave e istigazione a commettere reati, per individuare i gestori dell’ odiosa pagina Facebook – cancellata dal social network – nella quale si incitava a stuprare la campionessa paraolimpica Bebe Vio. «Abbiamo al momento ricevuto solo l’ esposto del Codacons, anche se ho letto che anche la nostra campionessa ha presentato una denuncia», spiega il procuratore reggente di Venezia, Adelchi d’ Ippolito, «ho già dato mandato alla Polizia postale di identificare gli autori della pagina, anche se è stata rimossa. Si tratta un di caso molto grave. Abbiamo acquisito le schermate dei commenti – che il Codacons ha allegato alla denuncia – e verificheremo se agire anche nei confronti di chi ha lasciato “like”. Cercheremo di chiarire anche la posizione di Facebook, per verificare se sia stato fatto tutto il possibile per rimuovere la pagina appena segnalata». Al momento, non ci sono iscritti al registro degli indagati, anche se l’ associazione dei consumatori ha segnalato nella sua denuncia 25 nomi: quelli delle persone che hanno commentato con violente oscenità l’ incitazione allo stupro contenuto nella pagina. «Voglio sapere chi è questo tipo. Quello che è successo a me è veramente poco rispetto a quello che succede. Magari altre persone non dicono nulla. Il mio messaggio è: ditelo e difendetevi. Fare finta di nulla è come accettarlo», ha ribadito Bebe Vio, intervistata a Sky Tg 24, «la notizia l’ ho saputa mentre ero a un sushi con la mia famiglia. Mi ha chiamato il presidente del Comitato paralimpico italiano, Luca Pancalli, subito preso a darmi una mano. Sono molto fortunata, perché mi hanno aiutato da subito sia lui sia le Fiamme Oro e hanno sistemato tutto. Ho fatto la denuncia. Quello che è successo è stato ben di meno di quello che sta passando, le cose vengono gonfiate ogni volta. I social? Ci sono tante cose belle e servono anche a veicolare messaggi molto importanti. Ma dietro il pc è pieno di imbecilli e bisogna stare attenti. Bisogna stare veramente attenti. Ci sono alcune ragazze che mettono foto in cui sono mezze nude, però tutto viene salvato anche se alcune si cancellano dopo 24 ore», ha concluso l’ atleta veneziana. Sulla sua pagina Fb, Selvaggia Lucarelli – da tempo impegnata in una battaglia contro gli stalker da tastiera – ha fatto in un post il nome del presunto responsabile: «Buon lavoro alla Procura, spero di essere stata utile». (r.d.r.)
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