Pagina choc su Facebook Bebe minacciata di stupro
la campionessa
amareggiata: «ho denunciato, serve una risposta decisa» esposto
codacons: incitazione alla violenza sui disabili. segnalate 25 persone
di Sabrina Tomè wTREVISO Una pagina Facebook che ha per intestazione una minaccia di violenza sessuale. E per vittima la giovane eroina del mondo sportivo italiano, la campionessa paralimpica di scherma Bebe Vio. Che ieri ha denunciato il gravissimo gesto alla magistratura; analogo esposto è stato fatto dall’ associazione Codacons alla Procura di Roma, a quella di Venezia, alla Polizia Postale e all’ Autorità per le Comunicazioni. I consumatori, che si sono mossi a seguito della segnalazione di alcuni utenti sconvolti dalla gravità delle frasi usate, hanno chiesto – e ottenuto ieri – la rimozione della pagina choc. All’ esame degli investigatori ci sono ora 25 nomi, quelli degli autori del profilo e quelli delle persone che hanno messo i likes sulla frase inneggiante a una pratica sessuale violenta. Tra loro anche una donna che opera nel mondo dell’ istruzione e che ieri ha chiamato la famiglia della campionessa veneta per scusarsi dell’ accaduto. Bebe, da parte sua, non ha nascosto l’ amarezza e la profonda delusione per l’ accaduto: «Ho denunciato gli autori della pagina Fb, ci vuole una risposta decisa a questi comportamenti», ha dichiarato ieri da Milano, «Sono amareggiata perché da anni lotto per gli altri e per le cause in cui credo e trovo sbagliato che mi trattino così. Delusa perché mi fanno tristezza quelle persone che usano internet per insultare e denigrare gli altri, a prescindere dal motivo per il quale lo fanno». La campionessa, comunque, non si lascia piegare: «Vado avanti per la mia strada. Ho tantissima gente che mi vuole bene e mi stima, che ogni giorno mi ringrazia per quello che faccio e mi sprona e mi aiuta a continuare». Una determinazione confermata da papà Ruggero: «Le è già successo in passato di essere stata insultata, e per i vaccini e per i vestiti. Lei non se l’ è mai presa, ma qui siamo andati veramente oltre e la delusione e lo stupore sono stati grandi. Bebe aveva un dovere, quello di denunciare: lo ha fatto». Insieme alla sua querela, c’ è dunque quella del Codacons: «Il titolo della pagina inneggia a pratiche violente e sessuali nei riguardi di una persona disabile facendo leva sul suo stesso handicap», hanno spiegato nella sede romana dell’ associazione, «c’ è un incitamento all’ odio, al razzismo, alla discriminazione, alla violenza». Malgrado ciò la rimozione della pagina non è stata tempestiva, come ha sottolineato l’ avvocato Mariangela Servino che ha firmato l’ esposto per Codacons: «Prima abbiamo chiesto la chiusura della pagina a Fb, poi ci siamo rivolti alla magistratura per ottenere l’ adempimento di tale richiesta. Abbiamo sollecitato inoltre l’ utilizzo di ogni strumento investigativo». Grande la solidarietà ricevuta da Bebe e il suo profilo Fb – che conta 340 mila follower – è stato inondato da messaggi di sostegno e di affetto. «Minacce inaccettabili. Sono con te campionessa», ha scritto in un tweet la presidente della Camera, Laura Boldrini. «Occorrono norme stringenti e severe per colpire quei comportamenti che usano internet non come spazio di conoscenza e comunicazione ma per esprime odio e violenza», ha detto Walter Verini, capogruppo Pd nella commissione Giustizia della Camera. «Fatto gravissimo e preoccupante», è il commento di Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico, «inaccettabile che la rete venga utilizzata per disseminare odio e violenza e per alimentare questa barbarie». Mara Carfagna su Twitter: «Vicina a Bebe Vio esempio di donna forte e coraggiosa». Solidarietà anche dal deputato 5stelle Simone Valente, da Antonio De Poli Udc, da Laura Bianconi Ncd, da Annagrazia Calabria Fi.
alberto vitucci
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
