Il caso. Fondi pubblici per club di prostituzione gay, si dimette direttore dell’ Unar
Francesco Spano Il direttore dell’ Unar si è dimesso intorno alle 20. Al termine di un colloquio a palazzo Chigi con il sottosegretario alla presidenza Maria Elena Boschi, il direttore dell’ Ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali Francesco Spano – che dipende dalla presidenza del Consiglio – ha preferito rimettere il mandato. E la sua decisione è stata accettata dal governo. La decisione è arrivata dopo la bufera scatenata da un servizio delle ” Iene “, andato in onda domenica sera, dove si raccontava dell e attività di prostituzione maschile che si consumerebbero in alcuni circoli gay della Capitale. L’ associazione Andoss ( Associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale) , a sui fa capo il circolo in questione, ha di recente vinto un bando da 50mila euro per un progetto finalizzato a combattere la violenza di genere. Il progetto rientra tra i 31 che l’ Unar avrebbe ritenuto meritevole di essere finanziato. Secondo Francesco Spano , finora non sarebbe stato versato neppure un euro perché la verifica sulla congruenza del progetto con le attività dell’ associazione proponente sarebbe ancora in corso. E, in ogni caso, il finanziamento verrebbe versato solo a consuntivo. In ogni caso la presunta “serietà” di Anddos – che è la più grande realtà lgbti del nostro Paese – e il fatto che al progetto abbia collaborato anche la Sapienza di Roma, avrebbe convinto una commissione di cinque membri dell’ Ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali della bontà dell’ iniziativa. Va però detto che quei Circoli Francesco Spano li conosceva. In rete c’ è una foto che lo ritrae vicino al presidente di Andoss , Mario Marco Canale, all’ inaugurazione di una sede dell’ associazione. In quell’ occasione gli sarebbe stata donata la tessera sociale che lui però, spiega, non ha mai utilizzato e del resto “non si configurerebbe in questo modo un conflitto di interessi”. Anche la decisione di accettare l’ invito per inaugurare una sede rientrebbe – sempre a parere dell’ ex direttore – tra i suoi doveri istituzionali. “In questo momento – ci rivela – sono soprattutto rammaricato per le tante buone iniziative che rischiano di interrompersi. Avevo a cuore soprattutto la sorte dei rom e delle persone trasgender, che sono i più poveri tra i poveri. Ho preferito farmi da parte perché non potevo accettare che tutto questo fango sporcasse la mia immagine e quella della famiglia”. In attesa che la vicenda denunciate dalle “Iene” venga accertata nelle sedi competenti, la politica si è scatenata. Richieste di dimissioni di Spano e di azzeramento dell’ Unar sono piovute da tutto il centrodestra. In rete è partita una raccolta di firme per chiedere le dimissioni di Spano. Il Codacons ha annunciato un esposto alla Corte dei conti e alla procura. Durissimo anche il commento di Gian Luigi Gigli (Des-Cd) che è anche presidente del Movimento per la vita: «Il mondo di perversione e compravendita di servizi sessuali evidenziato dal servizio de ” Le Iene ” supera ogni immaginazione. Sarebbe gravissimo se questo squallore fosse finanziato con soldi pubblici». Cosa ci sia di vero nella denuncia delle ” Iene ” sarà, come detto, la magistratura ad accertarlo. Certo che il sito di Andoss, che si presenta come associazione lgbti «contro le discriminazioni da orientamento sessuale», lascia subito presagire quale tipo di intrattenimento si possa trovare nei suoi 71 circoli (tra cui 16 a Milano e 14 a Roma). La prima immagine che appare ritrae due ragazzoni palestrati seduti in una sauna. Asciugami adagiato in vita e addominali ben scolpiti. Il viso non si vede. Ma forse non è determinante. Nella foto accanto altri ragazzi barbuti allineati al bancone di un bar alzano i bicchieri scambiandosi sguardi di intesa. Difficile scacciare il pensiero che la seconda icona non sia prodromica alla prima. © Riproduzione riservata.
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