Esposti e accuse: «Ora chiudere l’ agenzia»
«Chiudere subito l’ Unar». «Fare chiarezza sul coinvolgimento di Palazzo Chigi». Il servizio delle Iene sui fondi pubblici dati a circoli gay dove si tenevano orge e sesso a pagamento ha sollevato un polverone. Le associazioni cattoliche annunciano battaglia. Il presidente del comitato promotore del Family day punta il dito proprio sul funzionamento dell’ Unar, l’ agenzia governativa che ha stanziato i fondi. «Siamo indignati e offesi di fronte alla notizia del finanziamento da parte dell’ Unar di un’ associazione gay che organizza serate con sesso a pagamento. Sono anni che denunciamo come nel nostro Paese sia in atto una strategia che vuole demolire quei valori morali su cui è stata costruita la nostra civiltà, cominciando dalla famiglia naturale. Già nel 2012 venne organizzato l’ ignobile tentativo di introdurre l’ educazione gender nelle scuole, con libretti costati 20mila euro, e che la nostra azione ha fermato». Intanto, Provita onlus sta valutando una «denuncia contro l’ Unar per abuso d’ ufficio e per malversazione di fondi pubblici contro le associazioni Lgbt che si fossero rese eventualmente responsabili». Il Codacons presenterà un esposto alla Corte dei conti e alla Procura per indagare «come siano stati assegnati i finanziamenti, sulla base di quali criteri e come siano stati investiti». Le condanne maggiori dalla politica arrivano dal centrodestra. Giorgia Meloni di Fratelli d’ Italia è netta: «L’ Unar deve chiudere oggi stesso». Anche Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato di Forza Italia, ribadisce la necessità di chiudere una struttura inutile e costosa che finanzia illecitamente associazioni che non ne hanno diritto». Intanto, adesso anche il Parlamento se ne occuperà. Il capogruppo della Lega in Senato, Marco Centinaio, ha presentato un’ interrogazione «per avere risposte dal governo visto che il diretto re dell’ Unar non le ha date«. Fra. Mar.
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