Taxi, molti ancora fermi per protesta nonostante gli appelli dei sindacati
I
rappresentanti di categoria hanno invitato i colleghi a riprendere il
servizio in attesa dell’incontro di martedì al ministero dei Trasporti,
ma molto hanno deciso con continuare lo sciopero
di Rinaldo Frignani Auto bianche ferme negli aeroporti di Fiumicino e di Ciampino, assenze anche alla stazione Termini, a Tiburtina e all’Ostiense. Nonostante gli appelli delle organizzazioni sindacali a riprendere il servizio in attesa dell’incontro al ministero dei Trasporti previsto per martedì prossimo, centinaia di tassisti romani non sono andati al lavoro. Le auto sono rimaste nelle rimesse.
«Disagi contenuti»
La protesta, insomma, continua per alcuni mentre per altri la manifestazione di giovedì mattina davanti al Senato era legittima come la strategia dei sindacati contro le mandamento 1000 proroghe. Nella Capitale comunque disagi contenuti, ma anche sorpresa soprattutto da parte dei turisti nel non avere a disposizione molti taxi. Garantiti, almeno sembra, i servizi d’urgenza, come le corse per gli ospedali e anche per le persone anziane e le donne sole. «Tutte le organizzazioni sindacali hanno detto ai tassisti di riprendere il servizio, ma ci sono dei gruppetti organizzati sulle chat che stanno boicottando. E in questo sento odore di multinazionali, che sono quelle che ci stanno guadagnando». A denunciare quello che sta accadendo in queste ore è il coordinatore nazionale di Unica Taxi Cgil, Nicola Di Giacobbe, secondo il quale le multinazionali «stanno alimentando la sommossa».«Durante queste manifestazioni spontanee – spiega Di Giacobbe – il costo delle loro tariffe è quadruplicato». «Stiamo cercando di spiegare che dietro questi disordini sentiamo odore di multinazionali: temiamo che dietro il movimentismo di oggi ci sia il lavoro delle multinazionali», aggiunge.
L’intervento del Garante per gli scioperi
Nel frattempo sia l’Autorità garante per gli scioperi sia il Codacons hanno annunciato provvedimenti contro chi continua la protesta in maniera indiscriminata senza garantire il servizio di utilità pubblica. «Stiamo sensibilizzando i colleghi affinché non ci siano violazioni della legge-conferma Riccardo Cacchione dell’Usb -. È importante che il settore rimanga compatto ma certo non si può chiedere a dei lavoratori che si sentono traditi dal governo di non prendere iniziative in difesa dell’occupazione».
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