17 Febbraio 2017

Taxi, serrata anti-Uber blocco e tensione tra Centrale e Linate Il richiamo del Garante

Taxi, serrata anti-Uber blocco e tensione tra Centrale e Linate Il richiamo del Garante
disagi in città, paralisi del servizio per i viaggiatori in stazione la protesta blindata dalla polizia

ILARIA CARRA «SIAMO in assemblea spontanea», dicono loro. Nella pratica il servizio taxi è rimasto sospeso per tutta la giornata alla stazione Centrale, dove le auto bianche non caricavano se non per effettuare le corse per le fasce più deboli (anziani e donne incinte), è stato intermittente a Linate e a Malpensa e un po’ in tutta la città a singhiozzo. È stata un blocco selvaggio del servizio quello messo in atto dalle auto bianche milanesi, così come a Roma, Napoli, Torino e Genova. Disagi forti in città che potrebbero proseguire nei prossimi giorni. Nel mirino della categoria c’ è il provvedimento al vaglio del Parlamento contenuto nel Milleproroghe e tacciato di favorire alcune realtà nel trasporto pubblico non di linea, Uber in testa. L’ e-mendamento sposta a fine anno l’ entrata in vigore delle norme che limitano i servizi di noleggio con conducente (Ncc). Che poi è sostanzialmente uno, l’ articolo 29 comma 1-quater del 2008, finalizzato a imporre obblighi anticoncorrenziali agli autisti che in città lavorano molto anche con Uber. Tale norma che introduce l’ obbligo di partenza dalla rimessa (a differenza dei taxi che possono sostare su strada in attesa della corsa) fu sospesa nel 2009 e da allora sempre prorogata. E contestata da più parti in attesa di un vero riordino nella materia che nessuno osa fare davvero. Così, dietro al rinvio, i taxi denunciano il serio rischio di «meno controlli contro gli abusivi e di fare un favore a Uber». Di qui la protesa. Paradossalmente a beneficiare dell’ impossibilità di trovare un taxi alla Centrale è stata proprio l’ applicazione della multinazionale americana. Alle 14,39 l’ autista personale di UberBlack da Milano Centrale a via Nervesa, zona corso Lodi, costava anche 62 euro. «Le tariffe sono più alte a causa della domanda elevata» si legge sugli schermi del cellulare per tutta la giornata nelle zone calde, 40 euro come minimo un passaggio da Linate verso sempre corso Lodi, 250 da Malpensa. Il ministero dei Trasporti assicura che convocherà tutte le sigle sindacali dei tassisti martedì prossimo, il 21. Un’ apertura che dovrebbe calmare un po’ le acque. Mentre l’ Autorità di garanzia sugli scioperi ha scritto ai sindacati una lettera di richiamo «eccependo la violazione della legge sull’ esercizio del diritto di sciopero» e invitandoli «a porre in essere le iniziative idonee a far cessare ogni disservizio». Per il garante, Giuseppe Santoro Passarelli, sono mancati il preavviso di 10 giorni e «la predeterminazione della durata dell’ astensione», così ha chiesto un dossier alla prefettura per aprirà un’ istruttoria, preludio di un procedimento e di possibili sanzioni. E ora? Ieri in serata le auto bianche stavano valutando nei vari presidi se proseguire con il blocco fino a martedì prossimo, che oltre che lungo potrebbe essere controproducente, oppure uscire in massa in servizio senza rispettare i turni, in segno di protesta. Si capirà oggi, la mobilitazione potrebbe però procedere anche nei prossimi giorni, non si possono escludere disagi fino all’ incontro con il ministro Delrio. Il Codacons annuncia un «esposto urgente » alla magistratura. Mentre i sindacati criticano «la deregolamentazione che sta lasciando i vincoli ai soli tassisti e che così non può funzionare – denuncia Giovanni Maggiolo, Unica Cgil -. Non si può ipotizzare che i noleggiatori possano fare il lavoro dei tassisti senza tariffe controllate e obblighi di servizio: è una battaglia a difesa del servizio pubblico. Inoltre tale emendamento inserito nel Milleproroghe credo sia un vizio formale ». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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