17 Febbraio 2017

Taxi in rivolta contro la norma ” Pro- Uber e Ncc”

Taxi in rivolta contro la norma ” Pro- Uber e Ncc”

Una distesa di auto bianche ha mandato in tilt la viabilità di Roma, Torino e Milano. Nella Capitale, buona parte dei taxi di turno in città ha presidiato Corso Rinascimento davanti al Senato: un “sit- in” contro l’ emendamento “Pro Uber” inserito nel decreto Milleproroghe in approvazione in Aula che – secondo i tassisti favorirebbe indirettamente i servizi alternativi e abusivi alle regolari vetture bianche. Da ieri e per una settimana sono previsti blocchi nelle città e la protesta rischia di paralizzare la viabilità, ma soprattutto di mettere in ginocchio chi scali aeroportuali. Ieri, infatti, Aeroporti di Roma ha dovuto far fronte alla mancanza di taxi a Fiumicino e Ciampino organizzando un servizio di navette sostitutive. Una protesta dura, quella dei tassisti, che è iniziata non appena si è sparsa la voce della presenza nel Milleproroghe ( in Senato il governo ha chiesto e ottenuto la fiducia sul decreto) della norma che fa slittare a fine 2017 il termine entro il quale il ministero delle Infrastrutture dovrà emanare il provvedimento che impedisca «l’ esercizio abusivo dei taxi e delle auto Ncc ( noleggio con conducente)». Non solo, ad alimentare la rivolta dei taxi è stato l’ emendamento approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato, a firma della senatrice del Pd Linda Lanzillotta, che punta ad eliminare “territorialità” delle Ncc, che non avrebbero più il vincolo di tornare nella rimessa dopo aver accompagnato il cliente ma sarebbero liberi di operare in qualsiasi zona si trovino. Queste previsioni, secondo i manifestanti, aprirebbero le porte all’ esercizio abusivo del trasporto di persone, favorendo in particolare il proliferare di iniziative come quella del servizio di car- sharing Uber, sospeso due anni fa da una ordinanza del tribunale di Milano ma sempre più in espansione all’ estero. «Il provvedimento ci danneggia e prepara la strada alle azioni delle multinazionali che da tempo operano sul territorio in spregio delle norme vigenti, penalizzando i lavoratori regolari del settore», hanno fatto sapere in una nota i sindacati di categoria. Uber, infatti, prima della sospensione imposta dal tribunale, forniva un servizio di trasporto privato attraverso un’ applicazione che metteva in collegamento passeggeri e autisti, gestendo i pagamenti per la corsa attraverso carta di credito. La protesta di ieri, però, è finita nel mirino del Codacons, che ha fatto sapere di essere pronto a depositare un esposto urgente alle Procure di Roma, Milano e Torino, chiedendo di aprire un’ indagine sul blocco di ieri, configurando l’ ipotesi di interruzione di pubblico servizio e blocco stradale: «Ciò che è avvenuto è intollerabile. Senza alcun preavviso gli utenti sono stati privati di un servizio pubblico, con immensi disagi per i cittadini». Intanto, il ministro Graziano Delrio incontrerà le sigle sindacali martedì 21 febbraio, nella speranza di scongiurare l’ assemblea fiume prevista per il 22 febbraio e che minaccia di mandare di nuovo in tilt la viabilità urbana delle maggiori città italiane.
 

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