17 Febbraio 2017

I taxi contro Uber e Ncc bloccano le grandi città

I taxi contro Uber e Ncc bloccano le grandi città
l’ accusa: ‘sanatoria’ con il milleproroghe

ROMA Via libera al decreto Milleproroghe tra le proteste dentro e fuori il Senato. Il provvedimento (il governo aveva chiesto la fiducia al maxiemendamento) ha ottenuto 153 sì e 99 no. Ora passa all’ esame della Camera, che dovrà approvarlo entro il 28 febbraio. A scatenare la reazione un emendamento (che secondo i tassisti favorirebbe Ncc e Uber), a prima firma della senatrice del Pd Linda Lanzillotta, che prevede la sospensione dell’ efficacia «delle disposizioni in materia di trasporto di persone mediante autoservizi non di linea» fino al 31 dicembre 2017. La norma contestata è un comma di poche righe dell’ articolo 9 della legge che proroga fino a fine anno il termine per emanare un decreto ministeriale contro l’ esercizio abusivo di taxi e Ncc, previsto originariamente entro il 25 maggio 2010. Quella attuale, come spiegano i tecnici del Senato nel dossier sul Milleproroghe, è l’ undicesima proroga consecutiva, motivata dai «timori per la limitazione della libertà di concorrenza nel settore che la sua applicazione avrebbe comportato». Dunque, al momento resta operante la legge del 1992, che pone minori vincoli per l’ attività di Ncc (che contano oltre 80mila imprese con circa 200mila addetti) e altri servizi. Dal 2015 l’ Autorità di regolazione dei trasporti ha chiesto al Parlamento di intervenire sulla materia dell’ autotrasporto non di linea, consentendo anche i servizi come Uber e rendendo più facile la circolazione degli Ncc. Le norme ‘congelate’ prevedono vincoli anche per l’ accesso nel territorio di altri comuni che può essere soggetto a preventiva comunicazione che attesti, anche con autocertificazione, l’ osservanza e la titolarità dei requisiti di operatività. È inoltre obbligatoria la disponibilità di una sede, di una rimessa o di un pontile di attracco situati nel territorio del comune che ha rilasciato l’ autorizzazione. Le disposizioni introducono inoltre una serie di divieti e condizioni: è vietata la sosta in posteggi su suolo pubblico nei comuni ove sia esercitato il servizio di taxi. In questi comuni i veicoli adibiti a servizio di noleggio con conducente possono sostare esclusivamente all’ interno della rimessa. Anche le prenotazioni devono essere effettuate in rimessa. L’ inizio e il termine di ogni singolo servizio devono avvenire nel garage situato nel comune che ha rilasciato l’ autorizzazione, con ritorno alla stesso, mentre il prelevamento e l’ arrivo a destinazione dell’ utente possono avvenire anche nel territorio di altri comuni. I conducenti sono obbligati a compilare e tenere un ‘foglio di servizio’ completo di una serie di dati tra cui il timbro dell’ azienda e/o società titolare della licenza. In caso di violazione sono poi previste una serie di sanzioni tra cui la sospensione o la cancellazione della licenza. Dopo l’ approvazione del maximendamento decine di macchine bianche si sono radunate a Roma davanti a Palazzo Madama. Il traffico è andato rapidamente in tilt, con gravi disagi soprattutto negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino. Anche a Milano,i tassisti hanno sospeso il servizio per riunirsi in ‘assemblee spontanee’ presso le due stazioni cittadine, con tanto di lancio di uova contro un’ auto a noleggio con conducente. A Torino l’ appuntamento è stato sotto il municipio, mentre a Firenze la manifestazione si è svolta presso la prefettura. Per raffreddare gli animi il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha convocato i sindacati dei tassisti per martedì prossimo. «La modernità – ha aggiunto Delrio – non può cancellare posti di lavoro e investimenti. Cerchiamo di trovare un quadro che permetta di migliorare la situazione». Mentre il Garante per gli scioperi «ha chiesto informazioni urgenti alle Prefetture dei capoluoghi di regione » per verificare se lo stop abbia comportato violazione delle norme che regolano il diritto allo sciopero. Gli spazi di trattativa appaiono però ristretti. Il Milleproroghe, dopo la fiducia al Senato, arriva quasi blindato alla Camera, mentre i taxisti parlano di un provvedimento che «prepara la strada alle azioni delle multinazionali che da tempo operano sul territorio in spregio alle norme vigenti». Con loro si sono schierati diversi esponenti politici e sindacali. Il Codacons, infine, ha evidenziato gli «immensi disagi per i cittadini che non sono riesciti a reperire un taxi» e ha annunciato un «esposto urgente» alla magistratura. RIPRODUZIONE RISERVATA

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