Per la cricca di Mineo la Procura chiede 11 rinvii a giudizio
GIUSEPPINO CENTAMORI MINEO. La Procura di Catania batte e quella di Caltagirone risponde portando a termine un’ altra inchiesta che scuote questa parte della provincia etnea con la richiesta di rinvio a giudizio per 11 persone. Se a Piazza Verga puntano l’ indice sul mega appalto del Cara di Mineo “cucito” addosso alle cooperative di rango nazionale, la Procura Calatina scoperchia l’ intreccio tra cooperative sociali locali favorite per gli affidamenti di servizi dal Comune di Mineo. Sotto il fuoco incrociato compare ancora il nome di Paolo Ragusa finito però in cima all’ elenco firmato dal procuratore Giuseppe Verzera. Che ruolo anno e chi sono? Dapprima soci nelle cooperative, poi chi consigliere comunale, chi faceva l’ assessore e chi ricopriva il ruolo di coordinatore di politico della lista Uniti per Mineo rivelatasi vincente alle ultime amministrative tanto da consegnare la fascia tricolore ad Anna Aloisi anche lei in quell’ elenco. Poi funzionari del Comune di Mineo e delle stesse cooperative finite sotto inchiesta. Per la Procura di Caltagirone questa è una storia che si chiude come un braccialetto che lega tutti i ganci perché una volta arrivati al governo locale ognuno indica, aiuta e affida servizi a quelle stesse cooperative sociali. E’ un mondo a tutto tondo quello disegnato negli uffici in fondo a Viale Milazzo che coinvolge gli indagati su cui pende la richiesta di un processo con pesanti capi d’ imputazione per violazione degli articoli 416 ( per tutti ), 56, 110, 317, 319, 321 e 323 e il prossimo 5 aprile si terrà l’ udienza fissata dal Gip. L’ accusa per Anna Aloisi, Giuseppe Biazzo, Domenico Caccamo, Vincenzo Camuti, Maria Geraci, Maurizio Gulizia, Giuseppe La Rosa, Serena Lutri , Massimo Pulici, Paolo Ragusa, e Tommasa Saitta “perché – si leg ge nelle carte – si associavano tra loro per commettere più delitti di concussione, corruzione e abuso d’ ufficio e acquisire in modo diretto e indiretto gestione e controllo di attività economiche, gestione diretta e indiretta delle cooperative sociali presenti nel territorio di Mineo e lavori e servizi pubblici affidati dal Comune di Mi neo”. Secondo gli inquirenti a dettare le linee guida all’ amministrazione per affidamenti di lavori e servizi è Paolo Ragusa definito “capo e organizzatore, quale coordinatore della lista Uniti per Mineo sostenitrice del sindaco Aloisi”. Ragusa ha ruoli in diverse cooperative sociali anche se in segmenti temporali diversi e le loro sorti sono affidati a Maurizio Gulizia e Massimo Pulici (assessori) che – si legge – agiscono adottando una condotta ingerente nei confronti del Responsabile dell’ Area Servizi al Territorio. A dirigerla c’ è l’ architetto Marcello Zampino “che si oppone agli affidamenti diretti in modo esclusivo alle locali cooperative sociali di tipo b”. Presa di posizione mantenuta anche se qualcuno ha cercato di convincerlo a cambiare idea. Che accade? “Aloisi eletta grazie all’ appoggio della lista Uniti per Mi neo facente capo a Ragusa – accusa la Procura – provvede a rimodulare la Pianta organica del Comune provvedendo alla sostituzione del dirigente Zampino con il comandante della Polizia municipale Domenico Caccamo privo di qualsiasi esperienza nel settore”. E poi arrivano gli atti di indirizzo firmati dalla Giunta per favorire le coop e alcuni funzionari si sentirono sollevati da ogni responsabilità. Invece sono stati risucchiati dentro. Tra le parti offese risultato l’ architetto Marcello Zampino e il Codacons.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: cara, mineo, Procura di Catania
