31 Gennaio 2017

Pensioni 2017: ancora niente rivalutazione e arriva una trattenuta ad aprile

Pensioni 2017: ancora niente rivalutazione e arriva una trattenuta ad aprile

Roberto Laiso* Il Ministero dell’ Economia e delle Finanze ha comunicato la percentuale di perequazione delle pensioni erogate dal 1 gennaio 2017: è pari allo 0,00%, come nel 2016. Nessun rivalutazione per il secondo anno consecutivo, nessun aumento delle pensioni è ora previsto dal 2016. Anzi i pensionati dovranno restituire lo 0,1% già incassato nel 2015 e non restituito nel 2016. Vediamo perché. Piove ancora sui pensionati. Le pensioni erogate dall’ Inps dal 1 gennaio 2017 non saranno rivalutate. Il Ministero dell’ Economia e delle Finanze ha infatti pubblicato il Decreto 17 novembre 2016, in Gazzetta Ufficiale del 23 novembre 2016, con il quale ha comunicato che la percentuale provvisoria di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni è pari allo 0,00%. Ciò significa che le pensioni erogate da gennaio a dicembre 2017 saranno sostanzialmente di importo identico a quelle del 2016, che poi è stato lo stesso importo percepito dai pensionati anche nell’ anno 2015. Nessun aumento automatico legato all’ aumento del costo della vita. Importo pensioni quindi ancora fermo. Il Ministero ha quindi stimato nello 0,00% la variazione positiva degli ultimi 3 mesi dell’ anno, calcolata sui primi 9 mesi del 2016. La percentuale è provvisoria e quindi potrebbe subire modifiche. Va considerato che negli ultimi 20 anni si è passati da una perequazione del 5,4% del 1995 fino a scendere allo 0,00% dal 2016 e ora anche dal 2017. In realtà il valore effettivo, calcolato dall’ Istat sulla base dell’ andamento dei prezzi, è risultato negativo (-0,1%), ma è stato portato a zero per effetto della clausola contenuta nella Legge di Stabilità 2016 (vedasi l’ articolo 1, comma 287, legge n. 208/2015), in base alla quale il valore applicato per la rivalutazione delle prestazioni previdenziali e assistenziali non può essere inferiore a zero. Proprio per la mancata perequazione ci sarà una conseguenza negativa per i pensionati: dovranno restituire lo 0,1% in più incassato nel 2015. E ciò scatenerà non poche polemiche. Il conguaglio negativo è dovuto al fatto che all’ inizio dello scorso anno, anno 2016, la perequazione provvisoria fu stimata allo 0,30% mentre a fine anno fu accertato che il valore definitivo era pari allo 0,20 per cento. Ciò avrebbe causato un recupero negativo a gennaio 2016. Questo recupero è stato però rimandato sempre dalla Legge di Stabilità 2016, che al comma 288 dell’ art. 1 ha introdotto solo una sospensione del recupero inflattivo (la differenza tra lo 0,3% – 0,2% relativo all’ anno 2015) prevedendo che il recupero sia effettuato in sede di rivalutazione definitiva dei trattamenti pensionistici 2016. A questo punto, l’ operazione non può essere più rimandata e sarà effettuata sulla rata di pensione di aprile 2017. Ciò può essere scongiurato solo da un nuovo intervento normativo che elimini o rinvii nuovamente tale prelievo sulle pensioni degli italiani, che già subiscono un mancato adeguamento delle pensioni. A quanto ammonta la trattenuta sulla pensione di aprile 2017. Se non abolita da un ulteriore intervento legislativo, l’ importo da trattenersi, come abbiamo detto sarà dello 0,1%. Saranno coinvolti nella restituzione tutti i pensionati titolari di assegni pensionistici tra i 1.400 e i 3.000 euro lordi al mese, con un taglio una tantum che arriverà massimo ai 20 euro annui. Per quanto riguarda i beneficiari di assegni inferiori all’ importo, rimangono an cora congelati grazie alla riforma Fornero e in questo modo verrà evitato di vanificare l’ aumento della Quattordicesima per le pensioni minime previsto dalla riforma delle pensioni. L’ importo in percentuale scende per le pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo, in quanto per questi soggetti la perequazione non è al 100%, pur se attualmente comunque allo 0%. Chi ad esempio ha una pensione tra tre e quattro volte il trattamento minimo, subirà una trattenuta dello 0,95% dell’ importo della pensione mensile moltiplicata per 13. Dall’ altro lato, dal 2017 non ci sarà più il contributo di solidarietà per coloro che hanno pensioni molto alte. Ricordiamo che la rivalutazione delle pensioni ha già subito in questi anni dei blocchi per coloro che hanno pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo. Già dal 2011 fu fatta una riforma con la quale il Governo bloccò la perequazione automatica delle pensioni, ma la sentenza della Corte Costituzionale n. 70 del 2015 dichiarò illegittima la norma che blocca le perequazioni per tali pensionati. Ebbene, da allora i pensionati attendono la restituzione dei mancati adeguamenti degli importi delle pensioni degli ultimi 4 anni, ma il Governo Renzi con il Decreto Legge n. 65/2015 ha approvato una misura per sanare, ancora parzialmente, la restituzione della perequazione (nella rata di agosto 2015 è stato restituito dal 40% Potete contattare il CODACONS e lasciare un commento ai nostri articoli all’ indirizzo: [email protected] I nostri esperti sono sempre a vostra disposizione. Non esitate a sottoporci quesiti o a raccontarci le vostre “disavventure”… Vi risponderemo, in maniera rapida ed esaustiva, sulle pagine di Cronache al 10% della perequazione 2012-2013). Ed anche tale Decreto sarà sottoposto al vaglio della Corte Costituzionale.
 

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