27 Gennaio 2017

«Vaccini obbligatori in nidi e materne»

«Vaccini obbligatori in nidi e materne»

per i bambini sarà introdotta la profilassi contro varicella e meningite. polemici codacons e associazione genitori
ENRICO PAOLI Tecnicamente si tratta di un ritorno al passato. Contro i mali del presente, dalla meningite alle malattie sessualmente trasmissibili, passando per il cosiddetto «fuoco di Sant’ Antonio» e la Varicella, la metodologia della vaccinazione obbligatoria resta l’ unica arma veramente efficace. Uno strumento, quello della prevenzione sanitaria pianificata, venuto meno nel 1999, quando il governo di allora decise che non era più indispensabile effettuare tutti i protocolli per essere iscritto a scuola. Eppure grazie a quel meccanismo, introdotto nel 1967, l’ Italia era entrata nella modernità. Nell’ arco di 30 anni erano state vinte tante battaglie, anche se non la guerra. Oggi che il quadro generale è nuovamente mutato, globalizzazione e immigrazione di massa i fattori principali, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha deciso di riportare le lancette della prevenzione al 1999. L’ accordo che dà il via libera all’ operazione è stato siglato ieri, nel corso del vertice tra il ministro e gli assessori alla Sanità di Regioni e Province, in modo da far scattare il timing per il varo di una legge nazionale, da licenziare «in tempi brevi». Il ritorno all’ obbligatorietà dei vaccini su scala nazionale segue le scelte prese dalle regioni Toscana e Emilia-Romagna, che hanno varato da poco una proposta di legge per legare l’ iscrizione al nido o alla materna dei bambini all’ avvenuto adempito della profilassi. Una stretta, quella sulla vaccinazione di massa, strettamente legata all’ allarme provocato dai recenti casi di meningite. Fanno parte del pacchetto l’ anti Pneumococco e Zoster per gli anziani, l’ anti Meningococco b, Rotavirus e Varicella per i più piccoli (primi due anni di vita e 5-6 anni di età), l’ anti Papillomavirus anche per gli adolescenti maschi e il meningo tetravalente, sempre per gli adolescenti. Sono queste le nuove vaccinazioni offerte gratuitamente come previsto dal Piano Vaccini 2017-2019, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. Tali Vaccini si aggiungeranno a quelli già disponibili gratuitamente. L’ obiettivo della Lorenzin e delle Regioni è quello di evitare provvedimenti «a macchia di leopardo» e garantire l’ uniformità dell’ offerta vaccinale sul territorio. In generale, spiega Antonio Saitta, assessore della regione Piemonte e coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni, l’ incontro «ha consentito di porre le basi per garantire un’ applicazione omogenea del piano su tutto il territorio nazionale. Le nuove vaccinazioni contenute nel piano sono comprese nei nuovi livelli essenziali di assistenza (il cosiddetto Lea, ndr) e conseguentemente, come è emerso nel colloquio con il ministro, si pone l’ esigenza di una condivisione Stato-Regioni del percorso applicativo». Ma nel protocollo d’ intesa c’ è anche l’ opzione dell’ Anagrafe vaccinale nazionale. «L’ obiettivo è che ogni Regione abbia la sua banca dati dalla quale risultino tutti i bambini e gli adulti che si sono già vaccinati», spiega il rappresentante degli enti, «quelli che ancora non lo hanno fatto, e quali conseguenze ha prodotto il vaccino, in modo da poter disporre di un quadro epidemiologico completo». Un risultato, quello delle vaccinazioni obbligatorie, considerato positivo anche da Walter Ricciardi, presidente dell’ Istituto superiore di sanità. «Questo accordo fa chiarezza anche sull’ importanza della vaccinazione per la tutela della salute collettiva e sottolinea il valore etico di un presidio che resta un atto di responsabilità», afferma il medico, «soprattutto nei confronti delle fasce di popolazione più fragili come i bambini, gli anziani o le persone immunodepresse soprattutto nelle comunità ristrette come per esempio le aule scolastiche». Insomma, un argine contro nuovi e antichi mali. Contro il piano si schiera il Codacons pronto a «ricorre in ogni sede», considerando la legge «una violenza nei confronti delle famiglie». Sul piede di guerra anche i «Genitori del No Toscana», che contano già oltre 1500 aderenti e che vuole costituirsi in Comitato, per contrastare la proposta di legge della Regione Toscana sull’ obbligo vaccinale, già fortemente criticata dal sindaco grillino di Livorno, Filippo Nogarin. Anche il Moige (Movimento Italiano Genitori) ritiene «inaccettabile ed incostituzionale l’ annuncio del ministero della Salute». twitter@enricopaoli1 riproduzione riservata Qui sopra, Beatrice Lorenzin, 45 anni, è ministro della Salute dal 28 aprile 2013, prima nel governo Letta e successivamente riconfermata in carica sia nel governo Renzi sia in quello guidato da Gentiloni \
enrico paoli

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