Candidati rettori: carte in tavola «Stabilizzazioni entro il 2018»
incontro alla flc-cgil e anche il codacons punta sul precariato
Ieri pomeriggio si è svolto l’ ultimo incontro dei candidati rettore con il personale tecnico e amministrativo. In corsa per la carica sono rimasti in due, dopo la rinuncia del prof. Filippo Drago: il presidente della Scuola “Facoltà di Medicina”, prof. Francesco Basile, e il direttore del Dipartimento di Ingegneria civile e Architettura, prof. Enrico Foti. In una nota il Codacons ha rilevato che i due candidati rimasti in corsa, Basile e Foti, «hanno recepito nelle proprie proposte elettorali buona parte dei punti programmatici che l’ associazione ha già sottoposto all’ attenzione, oltre che degli aspiranti alla carica di rettore, anche del mondo accademico che è chiamato a scegliere tra loro la propria guida». «Il Codacons – ha aggiunto Francesco Tanasi, segretario nazionale – e in special modo il personale universitario che vi aderisce, coltiva la speranza che il prossimo rettore voglia senza indugi mettere in pratica le azioni proposte dall’ associazione nel campo della didattica, in quello della ricerca e in quello del precariato. E attende fiducioso che il nuovo rettore intervenga per attuare la messa in funzione della rete museale di ateneo e la buona gestione della aree naturali protette e per normare la richiesta di permanenza dei fuori ruolo nelle strutture universitarie. In questo compito difficile e impegnativo il Codacons sarà a fianco del prossimo rettore al quale assicura il proprio vigile contributo nelle iniziative poste in essere per superare le attuali criticità e guidare l’ Università di Catania verso la sua rinascita». Intanto mercoledì pomeriggio si è svolto l’ incontro tra i due candidati, il segretario generale della Flc Cgil di Catania, Antonella Distefano, alla presenza anche del segretario generale della Cgil, Giacomo Rota. «E’ stato un dibattito spontaneo e schietto, un momento importante soprattutto perché i due candidati alla carica di rettore hanno fornito risposte chiare e non fuorvianti rispetto alla loro posizione sul futuro del nostro Ateneo». Così, ha commentato Di Stefano. La Flc Cgil, all’ interno dell’ Ateneo, rappresenta i docenti, il personale tecnico amministrativo, i lettori madrelingua, i precari e i lavoratori del Policlinico. “Abbiamo consegnato un documento programmatico che contiene le nostre priorità di intervento – ha aggiunto Antonella Distefano – dalle stabilizzazioni per i precari docenti, tecnici amministrativi e ricercatori, al ruolo dei lettori madrelingua fino alla questione dei lavoratori del Policlinico”. Entrambi i candidati hanno puntato sulle stabilizzazioni, da completarsi entro il 2018, sulla lotta agli sprechi, cercando di chiudere quanto più possibile i contenziosi in atto, sul rapporto dell’ università con il territorio. “Riguardo alla stabilizzazione dei docenti – ha sottolineato Antonella Distefano – abbiamo ribadito quanto sia necessario incrementarne il numero anche al fine di abbassare l’ età media (ad oggi 60 anni) tenendo conto poi, che tra il 2017 e il 2018 an dranno in pensione circa 150 docenti. Una particolare attenzione meritano tutti i ricercatori a tempo determinato: è necessario affrontare e risolvere anche questo tipo di precariato, l’ università deve essere in grado garantire alle famiglie di questi lavoratori serenità e prospettive di carriera. Occorre ripensare normativamente alla carriera ai lettori madrelingua ormai impegnati da anni a sostenere oltre ogni misura l’ insegnamento delle lingue nei vari corsi di laurea e risolvere definitivamente l’ annoso problema dei ricercatori a tempo determinato di area medica, a tale lavoratori dovrà essere garantito il diritto all’ assistenza e il relativo trattamento economico”. Sul tema del Policlinico, il profes sore Basile ha sottolineato l’ elemento della volontarietà, della scelta, cioè di ogni singolo lavoratore di restare nell’ ambito della sanità o puntare al reintegro nell’ università. “Questo è un punto nodale che abbiamo sempre sostenuto – ha aggiunto Distefano – si sarebbero evitati tantissimi contenziosi in questi anni”. Il professor Foti ha puntato sul ruolo dell’ organo che dovrebbe fare da cerniera tra le attività assistenziali e quelle di didattica, l’ organo di indirizzo, che non è mai stato costituito. “Non ultimo, resta il problema serio della gestione degli studenti – ha concluso Distefano – è necessario che si ascoltino maggiormente le loro esigenze per evitare che facciano la triennale a Catania e decidano poi di completare gli studi altrove”. Sul punto il professor Foti è intervenuto anche sul capitolo studenti fuori corso. “E’ una vergogna considerarli come una risorsa che fa bilancio, perché significherebbe non interpretare bene il nostro ruolo, oltre a essere una penalizzazione per l’ Ateneo”. “Attendiamo, quindi, il risultato che usciranno dalle urne il prossimo primo febbraio per ribadire la nostra linea sindacale collettiva di tutela di tutti i lavoratori”.
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Tags: università di catania
