26 Gennaio 2017

Inferno d’ acqua, prima dei rubinetti a secco

Inferno d’ acqua, prima dei rubinetti a secco
si rompe e poi viene riparata la condotta, riaprono le scuole. la sottovalutazione della “politica”

Ant. Cant. CATANZARO Vecchi “fantasmi” sono tornati ad agitare gli ultimi giorni di Catanzaro. Scene da film neore alista, immagini che avrebbero ben descritto il “day after” di un bombardamento stile seconda guerra mondiale. Autobotti della Protezione civile regionale piazzati in due quartieri popolosi del capoluogo – Piano Casa e Sala – per rifornire una città rimasta praticamente senz’ acqua per quasi 48 ore a causa della rottura dell’ acquedotto determinata dall’ ondata di maltempo e di piogge torrenziali che da lu nedì fino a ieri hanno flagellato Catanzaro, provocando disservizi di ogni tipo e la chiusura di scuole e uffici. Un’ autentica emergenza che, al netto dell’ indubbia eccezionalità delle precipitazioni, ha messo a nudo la storica inadeguatezza del sistema idrico di Catanzaro, già esplosa oltre 3 anni fa, in termini per la verità molto più gravi, e però ripropostasi anche oggi, con l’ aggravante che il precedente evidentemente non ha insegnato nulla. Nel novembre 2013 l’ Sos scattò dopo uno smottamento nella Presila che danneggiò pesantemente l’ impianto idrico di Santa Domenica che serve gran parte di Catanzaro (rimasta a secco per quasi una settimana), nei giorni scorsi a “saltare” è stato lo stesso impianto ma in altri punti, diversi da quello devastato tre anni e mezzo fa. In mezzo, interventi “tampone” da parte della Sorical e del Comune, interventi che si sono rivelati sufficienti per il tratto colpito tre anni e mezzo fa ma insufficienti sul resto della rete acquedottistica: a conferma della vetustà del sistema idrico del capoluogo di regione, se è vero che più di un addetto ai lavori ancora oggi si sorprende del fatto che l’ acqua a Catanzaro arriva da una rete costruita nel dopoguerra e sostiene che è sempre più urgente un vero e proprio “Piano Marshall” per dare alla città un servizio degno di questo nome. Nella serata di ieri, grazie all’ incessante lavoro dei tecnici Sorical che hanno riparato l’ ultimo guasto al Santa Domenica, l’ emergenza è via via rientrata, ma resta un “vul nus” che investe la politica catanzarese e regionale, chiamate a risolvere un problema finora colpevolmente sottovalutato se non dimenticato. Per il sindaco Abramo, già al centro delle polemiche tre anni e mezzo fa, un brutto “scivolone” in vista della campagna elettorale nella quale si ricandiderà alla guida del Comune. Contro di lui il Pd, che l’ ha attaccato con il consigliere comunale Vincenzo Capellupo: «La situazione della condotta idrica di Catanzaro è così da anni e il blocco dell’ erogazione è frequente in numerosi giorni all’ anno e spesso non viene comunicato ai cittadini da Palazzo De Nobili. Nessuno lo dimentichi: negli ultimi 20 anni Abramo è stato 15 anni sindaco di Catanzaro e i restanti presidente della Sorical, società che gestisce le risorse idriche calabresi. E proprio in tutti questi lunghi 20 anni – ha aggiunto Capellupo nessun provvedimento, tranne dichiarazioni sulla stampa dal solito tenore “a me nessuno ha detto nulla”, è stato mai preso per mettere mano a una condotta fatiscente che a ogni piccolo temporale è soggetta a frattura o frane. Nessuna programmazione e nessuna visione per strutturare un piano concreto e progressivo per risolvere una criticità che non può che peggiorare. Programmazione questa sconosciuta. D’ altro canto questa è l’ amministrazione che è riuscita a fare, nel silenzio purtroppo dei cittadini e nella solitudine dell’ opposizione, campagna elettorale anche durante l’ emergenza idrica con autobotti pubbliche a chiamata dirottate in un quartiere o nell’ altro dai consiglieri di maggioranza in cerca di consenso e voti. Credo fermamente – ha concluso Capellupo – che serva a questa amministrazione comunale una guida con maggiore buon senso e finalmente animata da un po’ di amore per Catanzaro». Parole probabilmente giuste, ma anche il Pd dovrà incominciare a ragionare sul modo in cui a livello regionale ci si dovrà fare carico – e possibilmente risolverla – dell’ emergenza acqua a Catanzaro. Nel mirino delle critiche infatti finisce anche la Sorical, “denunciata” dal Codacons: «Se qualcuno – sostiene Francesco Di Lieto, presidente Codacons – è inadempiente, in questa brutta storia tutta calabrese, è proprio Sorical. Una società che gesti sce una risorsa che nonostante una consultazione referendaria, continua a rimanere privata e alimenta un carrozzone intollerabile. Il Codacons ha annunciato un esposto in Procura per interruzione di pubblico servizio e sta valutando una azione di risarcimento collettiva».
 
 

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