Legge elettorale a turno unico, proporzionale e con probabile premio di maggioranza
camera si si si si no no si si si dal 2014 dal 2016 dal 2017
AROMA Il “verdetto” è atteso stamani ameno di inattesi colpi di scena mentre andiamo in stampa che anticipino la sentenza. E il pronunciamento sarà tale, asseriscono i ben informati che stazionano nei corridoi del Transatlantico, da garantire una legge elettorale pronta all’ uso, inevitabilmente non rispondente alle attese di tutti i partiti ma comunque in grado di essere applicata in caso di elezioni anticipate così come di essere modificata dal Parlamento. Una legge proporzionale a turno unico e molto probabilmente con premio di maggioranza al partito che totalizzi il 40%. I lavori della Consulta La legge elettorale è sviscerata da 13 giudici vista l’ assenza di Criscuolo mentre Frigo si è dimesso. Il primo a prendere la parola è stato il relatore Zanon. Ha chiesto di costituirsi il Codacons a sostegno del pool di avvocati che ha impugnato la legge, ma l’ istanza difficilmente sarà accolta. Poi gli avvocati anti-Italicum, per le proprie posizioni: le ordinanze sono arrivate da cinque tribunali e la lista dei lega li è lunga. La chiusura sarà Massella Ducci Teri, avvocato generale dello Stato, che per Palazzo Chigi è chiamato a difendere la legge. Niente ballottaggio Le previsioni più accreditate danno l’ abbattimento del ballottaggio per quasi certo: mantenerlo in un sistema a bicameralismo perfetto produrrebbe un’ asimmetria. Il Senato, per il quale è in piedi il Consultellum, cioè la legge “prodotta” dalla sentenza della Corte sul Porcellum nel 2014, non prevede secondo turno. Se lo si mantenesse per Montecitorio, si potrebbe determinare la situazione per cui il Senato è dichiarato elet liste bloccate to e per la Camera si deve svolgere il ballottaggio; e qui vanno tenuti presenti gli effetti di condizionamento dell’ elettorato. Tra le ipotesi in campo anche quella che nelle motivazioni della sentenza, i giudici suggeriscano una strada al legislatore nel caso voglia mantenere il ballottaggio: non limitarlo ai due partiti che hanno ottenuto più vo tima aprirlo alle liste che superino una certa soglia. Premio di maggioranza Meno probabile appare la cancellazione del premio di maggioranza. La sentenza sul Porcellum lo bocciò perché quella legge lo attribuiva al partito vincente indipendentemente dai voti presi. L’ Italicum invece fissa una soglia del 40%: sotto il premio non scatta. Inoltre, a detta di diversi giuristi, il premio per l’ elezione di una Camera ha effetti di stabilizzazione sull’ altra, aiutando le intese tra partiti. Sui capilista bloccati, la sentenza sul Porcellum, che perla Corte sarà una bussola, non vietava tout court le liste bloccate “corte” consentendole in caso di collegi con pochi candidati. La Corte dovrà valutare se l’ Italicum assicuri riconoscibilità dei candidati e libertà di voto. Lo stesso vale per la possibilità dei candidati di correre in più collegi e scegliere alla fine in qua le essere eletto. B.
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